Il tentativo di mediazione per porre fine al conflitto in Medio Oriente sbatte contro il muro alzato dalla Casa Bianca. Nonostante le aperture dell’Iran sul fronte nucleare, il Presidente Donald Trump ha liquidato la proposta di Teheran come “totalmente inaccettabile”, scatenando una reazione sprezzante da parte della Repubblica Islamica.
La proposta iraniana: concessioni e paletti
Secondo quanto rivelato dal Wall Street Journal, il documento inviato da Teheran contiene aperture significative ma non risolutive. I punti principali dell’offerta iraniana includono:
- Nucleare: Disponibilità a diluire parte dell’uranio arricchito e a trasferire il resto in un Paese terzo (non gli USA) con clausola di restituzione in caso di fallimento dei patti.
- Arricchimento: Sospensione delle attività per un periodo inferiore ai 20 anni richiesti da Washington; no categorico allo smantellamento degli impianti.
- Sicurezza Regionale: Cessazione delle ostilità e riapertura graduale dello Stretto di Hormuz, in cambio della revoca del blocco navale e delle sanzioni.
- Riparazioni: Richiesta di risarcimento per i danni di guerra e riconoscimento della piena sovranità iraniana sullo Stretto.
Il “No” di Trump e l’asse con Netanyahu
La risposta di Trump non si è fatta attendere. Attraverso i social, il Presidente ha ribadito che l’Iran “si è preso gioco del mondo per 47 anni” e che la musica è cambiata: “Ora non rideranno più”.
In una telefonata domenicale con il Premier israeliano Benjamin Netanyahu, i due leader hanno confermato la linea dura. Netanyahu ha ribadito che la guerra non finirà finché le scorte di uranio iraniano non saranno “eliminate” o sotto controllo. Trump è stato perentorio: “Sull’intesa decido io, non altri”.
La replica di Teheran: “La reazione di Trump non è importante. Nessuno fa piani per compiacerlo, ma solo per difendere i diritti della nazione iraniana”, hanno riferito fonti vicine ai negoziatori a scopi mediatici locali.
Escalation navale: Londra e Parigi nel mirino
Mentre la diplomazia arranca, la tensione si sposta in mare. Il Regno Unito ha inviato il cacciatorpediniere HMS Dragon, mentre la Francia ha mosso la portaerei nucleare Charles de Gaulle.
- L’avvertimento: L’Iran minaccia una “risposta immediata e decisa” se navi da guerra europee verranno schierate a Hormuz.
- La difesa UE: Emmanuel Macron ha precisato che non si tratta di un’invasione ma di una “missione ad hoc” per ripristinare il traffico commerciale, auspicando il dialogo con Teheran.
- Il Summit: Martedì è prevista una videoconferenza tra oltre 40 ministeri della Difesa, co-presieduta da Londra e Parigi, per trasformare gli accordi diplomatici in piani militari concreti per la sicurezza marittima.
Impatto Economico e Geopolitico
Il perdurare del conflitto sta spingendo le imprese internazionali, incluse quelle italiane, a una “proattività forzata”. Durante il forum Sky TG24 Live In Roma, gli esperti hanno sottolineato come l’instabilità energetica e i rischi di blocco a Hormuz stiano accelerando la diversificazione dei mercati verso rotte alternative, nel tentativo di mitigare l’effetto dei dazi e della crisi energetica.
——————
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratis il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o