A pochi giorni dall’esito del ballottaggio presidenziale che ha sancito la vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva, il senatore verdeoro Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair e sconfitto nella corsa elettorale, ha lasciato il Brasile per riparare negli Stati Uniti insieme alla moglie e alle due figlie.
L’uscita dal Paese del candidato della destra si trasforma immediatamente in un caso politico e giudiziario, mentre si attendono le sue dichiarazioni in una conferenza stampa che potrebbe tenersi già nelle prossime ore a Washington.
Il mistero dello spostamento e il nodo passaporti
La ricostruzione dei suoi spostamenti resta in gran parte avvolta dall’incertezza. Le prime indiscrezioni giornalistiche avevano descritto una presunta traversata via terra verso l’Argentina, oltrepassando il confine al di fuori dei valichi ufficiali per poi imbarcarsi a Puerto Iguazú su un volo privato diretto a Fort Lauderdale, in Florida. Quel primo decollo, tuttavia, era stato sospeso dalle autorità di sicurezza aeroportuali argentine perché uno dei passeggeri previsti non si era presentato a bordo.
Sullo sfondo della partenza rimane aperto il nodo dei documenti di espatrio. A carico del senatore pende infatti un’inchiesta per presunto riciclaggio di denaro, nell’ambito della quale la Magistratura brasiliana ne aveva disposto il sequestro dei passaporti per evitare il rischio di fuga. Di fronte al mancato conferimento effettivo dei documenti, la polizia brasiliana ha successivamente decretato l’annullamento ufficiale della validità dei passaporti del parlamentare.
L’accoglienza negli States e il precedente del fratello
Nonostante le restrizioni giudiziarie, un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha confermato alla stampa l’intenzione degli Stati Uniti di concedere i visti d’ingresso a Flavio Bolsonaro e ai suoi familiari.
Negli Usa risiede già dal febbraio 2025 il fratello Eduardo Bolsonaro, ex deputato, attualmente stabilito a Southlake, in Texas. Eduardo è destinatario di un ordine di arresto pendente in Brasile, emesso dal giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes, a seguito di una condanna definitiva a 4 anni e 2 mesi per coazione nel corso di un procedimento giudiziario.
La replica durissima di Lula: “Un atto vergognoso”
Nel giorno del suo 81° compleanno, il presidente eletto Lula è intervenuto duramente sulla vicenda sia tramite i propri canali social sia durante un evento pubblico:
“Mi chiedo quale senso di colpa abbia sulla coscienza un cittadino che ha appena perso le elezioni e fugge dal proprio Paese”, ha dichiarato Lula, sottolineando la differenza con la propria vicenda giudiziaria legata all’inchiesta Lava Jato, durante la quale rifiutò le offerte di esilio per difendersi e dimostrare la propria innocenza in aula. “Questo atto di lasciare il Brasile è semplicemente vergognoso”.
Sulla stessa linea si è espresso anche il vicepresidente Geraldo Alckmin, che ha definito la partenza del senatore “incomprensibile”, mentre il governo si prepara ad affrontare le tensioni politiche della transizione.
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