Giro di vite contro le irregolarità occupazionali nel capoluogo nisseno. Come si legge su diverse testate giornalistiche, un’operazione congiunta tra il contingente dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) di Caltanissetta ed Enna e i funzionari ispettivi dell’INPS ha portato alla luce un preoccupante scenario di precarietà e mancata sicurezza in diverse imprese locali.
Il bilancio dell’attività di vigilanza è pesante: tre attività sospese, otto lavoratori in nero su diciotto identificati e sanzioni complessive che superano i 50.000 euro.
I dettagli del blitz: parrucchieri e panifici nel mirino
I controlli hanno riguardato complessivamente 13 esercizi commerciali, spaziando tra diverse categorie merceologiche: 4 panifici, 6 saloni di barbiere e parrucchieria, 2 centri estetici e un negozio di abbigliamento.
Le situazioni più critiche sono emerse in tre casi specifici:
–Il salone di bellezza: In una parrucchieria, gli ispettori hanno riscontrato che 3 lavoratrici su 4 erano impiegate totalmente in nero. Il superamento della soglia di legge ha fatto scattare l’immediata sospensione dell’attività.
–I panifici: Due panifici sono stati chiusi temporaneamente. Nel primo, uno dei due dipendenti presenti era irregolare; nel secondo, il rapporto di lavoro “fantasma” riguardava uno dei tre addetti ai forni.
Oltre alla mancanza di contratti, le autorità hanno contestato gravi violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In quasi tutti i casi di irregolarità, è stata rilevata:
- L’omessa sorveglianza sanitaria.
- La mancanza di formazione e informazione sui rischi specifici della mansione.
Durante le verifiche sono stati individuati anche due lavoratori autonomi (uno in un panificio e uno in una parrucchieria) non iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS, per i quali è stata avviata la procedura di regolarizzazione.
Per poter alzare nuovamente le saracinesche, i titolari delle attività sospese hanno dovuto affrontare un iter rigoroso: il pagamento di una sanzione di 2.500 euro per la revoca del provvedimento, la regolarizzazione immediata della posizione dei lavoratori e l’adempimento di tutte le prescrizioni sulla sicurezza.
L’operazione rientra nel piano di controlli periodici volti a tutelare i diritti dei lavoratori e a contrastare la concorrenza sleale tra le imprese del territorio.
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