Pagamenti in ritardo e risorse non ancora erogate mettono a rischio la continuità dei centri per uomini autori di violenza in Sicilia. A lanciare l’allarme è Fabio Ruvolo, presidente della cooperativa Etnos, che ha scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiedendo “attenzione e sostegno” per un servizio definito “delicato ma necessario”.
La Regione Siciliana ha recentemente provveduto al riaccertamento delle somme relative al 2025, riallocandole nel bilancio 2026, ma il passaggio – evidenzia Ruvolo – arriva “a fine aprile rispetto a progettualità con avvio previsto il primo ottobre”, con il rischio che “tempi così compressi facciano pesare la burocrazia sul lavoro operativo”.
Il servizio, attivo da ottobre 2025 nei territori di Caltanissetta, Enna e Ragusa, segue attualmente oltre quaranta uomini inseriti in percorsi di trattamento. “Le segnalazioni continuano ad arrivare da tribunali, avvocati e servizi sociali – spiega Ruvolo – ma, nonostante gli adempimenti rispettati e le continue sollecitazioni, le risorse economiche previste non vengono erogate”.
Una situazione che, sottolinea il presidente di Etnos, genera “preoccupazione crescente” tra operatori ed enti coinvolti e rischia di compromettere la tenuta del servizio. “È come se quella che dovrebbe essere una carezza dello Stato si trasformasse in uno schiaffo”, scrive nella lettera indirizzata al Capo dello Stato.
Da qui la richiesta di un intervento per garantire “regolarità nei pagamenti e rispetto degli impegni assunti”, condizione ritenuta indispensabile per assicurare continuità a un’attività che punta a interrompere la spirale della violenza e prevenire nuove vittime.
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