Una folla di cittadini, provenienti anche dai comuni limitrofi, si è radunata ieri pomeriggio a Caltanissetta in piazza Garibaldi per un Flash Mob e per esprimere solidarietà e vicinanza al popolo palestinese.
L’evento, caratterizzato da un’ampia e sentita partecipazione, ha visto i manifestanti uniti nel grido “Palestina Libera, Palestina Libera“.
La manifestazione ha visto anche la presenza della comunità islamica locale, che è intervenuta con discorsi toccanti e carichi di emozione, parlando dei tanti civili e bambini uccisi e che la Palestina non è stata abbandonata solo dall’occidente, ma anche da molti paesi islamici.
Numerosi cittadini si sono alternati al microfono, denunciando con forza le atrocità che si stanno consumando a Gaza e in tutta la Palestina.
La partecipazione giovanile è stata particolarmente importante e significativa, con i ragazzi che hanno condiviso le loro riflessioni e hanno lanciato un appello per una maggiore partecipazione civica, sostenendo che se molti loro coeatnei non partecipano e solo perchè non hanno ricevuto i giusti insegnamenti.
Alcuni studenti hanno ringraziato dirattamente i loro docenti per il sotegno ricevuto e molti di loro erano presenti in piazza.
Non è passata inosservata, invece, l’assenza di buona parte della politica locale.
A parte i consiglieri Gambino e Turturici, nessun altro esponente dell’amministrazione comunale o di partiti politici è intervenuto, ma probabilmente erano tra la folla.
Nei vari interventi molti si sono chiesti perché l’amministrazione non abbia ancora esposto la bandiera palestinese sui balconi di Palazzo del Carmine, facendo alzare il grido “vergogna”, cosa che invece hanno fatto altri comuni come Montedoro e Gela.
Durante il flash mob, sono stati esposti numerosi striscioni e bandiere, tra essi anche uno con la scritta “definisci un bambino”.
Piccolo momento di tensione si è avuto all’inizio della manifestazione quando la Polizia Municipale è intervenuta per far rimuovere uno striscione appogggiato alla fontana, esposto poi a mano, e per far scendere da una panchina un partecipante che sventolava la bandiera palestinese, ma gli organizzatori, con molta sensibilità e per evitare tensioni, hanno immediatamente eseguito quanto richiesto loro di fare.
Il momento più simbolico e d’impatto si è avuto quando alcuni organizzatori hanno indossato delle tute bianche, macchiate di rosso, con una lettera sulla schiena, che unite, formavano la scritta “STOP GENOCIDIO”.
Un gesto forte e significativo per richiamare l’attenzione su quello che è stato definito un vero e proprio genocidio, paragonato da un partecipante a una “mattanza”, come quella dei tonni.
La discussione ha toccato anche il tema del commercio di armi, un altro aspetto questo, secondo i manifestanti che alimenta il conflitto, e il consigliere Gambino ha ricordato che in consiglio comunale è stata bocciata proprio una mozione contro il riarmo.
E’ stato anche ribadito che il governo Meloni prende una posizione netta contro Israele, come hanno fatto tanti altri Stati già da temo e alcuni in queste ore.
Il Fash Mob si è concluso al canto di Bella Ciao







































Il video finale
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