Come si legge nel profilo Facebook di Liborio Bilardo, che ringraziamo per averci dato la possibilità di condividere questo suo post, ma che ci tiene a precisare di non aver nulla contro medici e operatori sanitari siciliani, evidenzia ancora una volta la situazine che purtroppo molte famiglie siciliane sono costrette a subire, vivendo in una regione che non offre gli stessi servizi, in questo caso sanitari, che invece si trovano in altre regioni d’Italia.
“Molti amici hanno condiviso con noi il viaggio a Bologna con Alessio i vostri like ci riempiono il cuore, perché sappiamo che arrivano da un affetto sincero. Ma avete ben intuito il nostro non è stato un viaggio di piacere. Siamo partiti per dare ad Ale ciò che la sanità italiana dovrebbe garantire a tutti i cittadini, e che invece in Sicilia troppo spesso manca. Lo dico senza giri di parole l’Italia è spaccata in due. Da anni, i nostri sono viaggi della speranza. Ogni volta lasciare la nostra terra significa ingoiare amarezza e rassegnazione, nel più totale silenzio ormai, guardandoci negli occhi io e mia moglie sappiamo cosa fare le frasi fatte non ci interessano più. Non è colpa dei medici e degli operatori sanitari della Sicilia, anzi! con strutture adeguate e mezzi all’altezza potrebbero offrire lo stesso livello di cure, se non migliore. Ma la realtà è un’altra nel 2025 ancora ci tocca affrontare sacrifici enormi, economici e logistici, per ottenere ciò che dovrebbe essere un diritto, non un privilegio riservato al Nord. In Sicilia le priorità sono tante, eppure i bambini che nascono con disabilità, e che meritano cure e sostegno nella loro terra, vengono spesso abbandonati a sé stessi. È inaccettabile! Forse la mia è un’utopia, ma una cosa è certa se continuiamo a tacere ed ingoiare questo traguardo resterà sempre lontano”.
Un grosso in bocca al lupo ad Alessio e alla sua famiglia, sperando in futuro di non dover mai più leggere di questi post, ma che anche in Sicilia si possano avere quei servizi che oggi mancano.
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