Entra sempre più nel vivo la fase giudiziaria dell’inchiesta ribattezzata “Accordi silenti”, l’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta per far luce sulla presunta gestione illecita dei fondi erogati dalla Regione Siciliana e destinati a spettacoli ed eventi culturali nel territorio nisseno.
Come riportato da La Sicilia in un articolo a firma di Laura Mendola, i magistrati della Procura nissena hanno formalmente avanzato la richiesta di fissazione dell’udienza preliminare davanti al Giudice per le Udienze Preliminari (Gip) nei confronti dei soggetti coinvolti nel secondo filone d’indagine, incentrato sulle attività dell’associazione culturale ed agro-sportiva “Gentemergente”.
Le figure al centro del quadro accusatorio
Come riportato nell’articolo pubblicato su La Sicilia a firma di Laura Mendola, al centro del sistema delineato dagli inquirenti figura nuovamente l’ex deputato regionale di Forza Italia Michele Mancuso (già a processo per questa vicenda), accusato di corruzione. Secondo l’ipotesi investigativa, Mancuso si sarebbe avvalso del supporto del suo strettissimo collaboratore Lorenzo Gaetano Tricoli (anch’egli già a processo), considerato dagli investigatori l’intermediario decisivo e la figura ponte nel presunto passaggio di mazzette.
Questa seconda tranche giudiziaria vede il diretto coinvolgimento anche dei vertici dell’associazione culturale:
- Eugenio Bonaffini: chiamato a rispondere dell’ipotesi di reato di truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche.
- Ernesto Trapanese, Manuela Trapanese e Carlo Rizioli: in qualità di rappresentanti legali e componenti dell’associazione sportiva dilettantistica e culturale “Gentemergente”.
A carico di questi ultimi è stata applicata la misura interdittiva del divieto di esercizio di impresa e di assunzione di uffici direttivi della durata di 12 mesi.
I passaggi e i dettagli cruciali della vicenda
L’attività investigativa svolta dalla Procura ha consentito di ricostruire i passaggi chiave di un presunto scambio di favori legato alle erogazioni pubbliche:
- Il finanziamento pubblico: Al centro dell’inchiesta c’è un contributo pubblico di circa 98 mila euro (per la precisione 98.000 euro), stanziato dalla Regione Siciliana all’associazione “Gentemergente” per la realizzazione di manifestazioni culturali e spettacoli nella provincia di Caltanissetta.
- La presunta tangente: Stando alle ricostruzioni d’accusa, l’erogazione dei fondi regionali sarebbe stata agevolata dal pagamento di una tangente di circa 12 mila euro destinata all’ex parlamentare regionale.
- La mediazione: Il passaggio del denaro illecito tra i vertici dell’associazione e il politico sarebbe stato orchestrato con la mediazione di Tricoli.
Gli sviluppi in tribunale
La parola passa adesso al Giudice per le Udienze Preliminari di Caltanissetta. Spetterà al Gip esaminare dettagliatamente le richieste presentate dalla Procura e valutare le memorie difensive depositate dagli avvocati degli indagati per decidere se disporre il rinvio a giudizio e dare via al dibattimento per questo secondo filone dell’operazione “Accordi silenti”.
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