“Arriva un momento nel quale t’adduni, t’accorgi che la tua vita è cangiata. Fatti impercettibili si sono accumulati fino a determinare la svolta. O macari fatti ben visibili, di cui però non hai calcolato la portata, le conseguenze”. (Andrea Camilleri)
Caltanissetta, lo ripetiamo per l’ennesima volta, è una città ricca di storia e potenziale, però oggi si trova a fare i conti con una politica che, troppo spesso, sembra navigare a vista, distante dalle reali esigenze dei suoi cittadini, più incline al chiedere che al dare.
Le promesse si scontrano con una realtà fatta di servizi carenti, infrastrutture obsolete e una generale sensazione di immobilismo che serpeggia tra le vie del capoluogo nisseno, se non nel fregiarsi di progetti spesso e volentieri non del tutti propri.
È giunto il momento che i cittadini prendano consapevolezza e si facciano sentire con forza.
Non si tratta di sterile protesta, ma di un costruttivo e necessario atto di responsabilità civica.
Resistere a una politica percepita come inefficiente non significa barricarsi in un atteggiamento di rassegnazione o di rifiuto totale, bensì stimolare un cambiamento profondo e concreto.
Come possiamo, dunque, far sentire la nostra voce in modo efficace?
In primo luogo, attraverso una partecipazione civica attiva e informata.
Conoscere i meccanismi amministrativi, seguire i lavori del consiglio comunale, informarsi sui progetti in corso e sulle promesse elettorali non mantenute è il primo passo per poter esprimere un giudizio consapevole e motivato.
In secondo luogo, utilizzando gli strumenti democratici a nostra disposizione. Dalle petizioni alle assemblee cittadine, ogni mezzo democratico può diventare uno strumento di pressione e di stimolo per la classe politica.
In terzo luogo, promuovendo un dialogo costruttivo e propositivo.
La critica fine a sé stessa raramente porta a risultati concreti. È fondamentale affiancare alla denuncia delle inefficienze, proposte concrete e realizzabili, frutto di una riflessione collettiva sulle priorità per il futuro di Caltanissetta.
Infine, sostenendo quelle realtà associative, quei movimenti civici e la stessa opposizione in consiglio e tutti coloro che si impegnano quotidianamente per il bene comune. Fare rete, condividere idee e unire le forze, mettendo da parte simpatie, antipatie e vecchi rancori, tutto ciò può amplificare la voce dei cittadini e rendere più incisiva la richiesta di un cambiamento di rotta.
Caltanissetta merita una politica che sia realmente al servizio dei suoi cittadini, capace di ascoltare, di rispondere con azioni concrete e di progettare un futuro di crescita e benessere per tutti.
La resistenza a un sistema che non funziona non è un atto di ribellione, ma un atto d’amore, troppo spesso enunciato ma mai messo in pratica, verso la propria città e un investimento nel suo futuro.
È tempo che la voce dei nisseni si alzi forte e chiara: il cambiamento è possibile, se lo vogliamo e se ci impegniamo attivamente per realizzarlo. Ad Maiora
