Il bando pubblicato dal Comune per la locazione di alcuni immobili siti in corso Umberto e in via Vespri Siciliani, a mio parere, non è una proposta in grado di convincere bensì un ritorno alla carica andata a male qualche tempo fa quando il bando andò deserto.
Ho voluto leggere lo schema del contratto che il temerario potenziale locatario dovrebbe firmare.
Si tratta di un contratto standard che non tiene conto della improrogabile esigenza di dare una spinta reale al centro storico e si rifà agli schemi previsti per i “normali” contratti di locazione.
Intanto i locali, vetusti e decrepiti, andrebbero messi a norma per la qual cosa sarebbero necessarie somme non da poco.
La foto-maps allegata, che parla da sola, riprende il locale contraddistinto dal civico 239.

A occhio e croce non potrebbero bastare 20-30 mila euro per rendere utilizzabile l’immobile: messa a norma dell’impianto elettrico, bagno con antibagno, pavimentazione, ripristino intonaco interno e relativa tinteggiatura, porta d’ingresso (quella attuale è da bruciare), vetrina e insegna.
Tutti miglioramenti che, come previsto dal contratto, rimarrebbero acquisiti dal Comune in caso di disdetta del contratto. Senza, ovviamente potere pretendere una qualsiasi forma di rimborso anche parziale. Oltretutto il contratto prevede un deposito cauzionale di tre mensilità e una polizza di assicurazione contro tutto quello che potrebbe succedere nello svolgimento dell’attività.
Premesso che aprire un’attività nel centro storico, oggi come oggi, è come puntare alla roulette e chiunque volesse imbarcarsi in una simile avventura dovrebbe affrontare delle spese che già in partenza scoraggiano. I locali nelle condizioni in cui si trovano non saranno mai locati.
Se il Comune vuole locare questi immobili, prima li renda a norma e poi parli dei tanti paletti inseriti nel contratto che più che incoraggiare, sembra fatto apposta per allontanare.
E nessuno venga a dire che manca lo spirito imprenditoriale che potrebbe anche esserci sol che il Comune fosse dell’ordine di idee di incoraggiare veramente i giovani a rianimare il centro storico.
Messaggio per l’Assessore allo Sviluppo Economico, Delpopolo: mettete a norma i locali a vostre spese rendendoli immediatamente usufruibili ed esentate gli eventuali interessati da qualsiasi forma di tassazione per almeno tre anni.
Soltanto a queste condizioni si può sperare che qualcuno rischi i propri capitali, magari presi in prestito dalle banche, per arredamento interno, acquisto merci, bollette varie e quant’altro ivi compresa la indispensabile pubblicità per dire ai nisseni “guardate che ora nel moribondo corso Umberto a monte, ci siamo noi. Venite a trovarci”.
Così com’è concepito il provvedimento non sortirà alcun risultato.
Servirà per poter direi alla popolazione: “Vedete? Noi abbiamo provato a rivitalizzare il centro storico e ce l’abbiamo messa tutta ma nessuno vuole lavorare”.
Assessore Delpopolo, è questo lo sviluppo economico?
Si metta nei panni di chi vorrebbe cimentarsi in una simile avventura e, da persona intelligente, si ponga una domanda: a queste condizioni io lo farei?
Pasquale Trobia – Caltanissetta, 17 dicembre 2025
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