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Caltanissetta. Oltre le luci della festa: quando la città toglie l’abito da sera e ritrova il suo degrado

Autore: Sergio Cirlinci Visualizzazioni: 253 Tempo di lettura: 4 Pubblicato il: 01/10/2026
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C’è un’immagine che descrive perfettamente la condizione psicologica e sociale della nostra città: quella di chi, in occasione di una grande ricorrenza o di una serata di gala, indossa un abito elegante, cura i dettagli, sorride a tutti e si mostra come una persona del tutto diversa da quella di ogni giorno.

Per qualche ora, quell’involucro lucido e sofisticato riesce a ingannare chi osserva superficialmente. Poi la festa finisce, la musica si spegne, l’abito buono torna nell’armadio e si riprendono i soliti panni lisi: la metamorfosi si scioglie e riaffiora la realtà di sempre.

La nostra città somiglia esattamente a questo personaggio. Durante gli eventi, i festival e le manifestazioni di piazza, la città sembra quasi rinata. Lo sembra, quanto meno, agli occhi meno attenti o a quelli di chi non aspetta altro che un pretesto per incensare e vantare l’operato di chi amministra.

In quelle serate ci si convince, o ci si vuol far convincere, che le cose stiano finalmente cambiando, che la vitalità sia a portata di mano, che il riscatto sia compiuto, il classico “Detto, fatto”.

Peccato che chi sa guardare al di là delle luci scenografiche e dei riflettori non dimentichi ciò che c’è sotto.

Spenti i proiettori, la realtà torna a bussare con prepotenza, mostrando un profondo e inalterato stato di degrado. Le criticità rimangono tutte lì, immobili e indifferenti al passaggio delle feste: dalle fontane storiche e i monumenti lasciati all’incuria, alle ville e ai parchi pubblici abbandonati; dalle strade colabrodo e marciapiedi impraticabili, fino alle erbacce infestanti, all’immondizia disseminata ovunque e persino alla presenza di topi.

Chi amministra, unitamente a chi dipinge costantemente la situazione come fantastica, dovrebbe avere il coraggio di accorgersi di tutto questo, di ammetterlo e di intervenire con urgenza. Perché le luci accese per le occasioni speciali spesso servono proprio ad abbagliare la vista e a nascondere ciò che non si vuole far vedere.

L’illusione dura poche ore: spente le luci, tutto torna alla sua normalità, una normalità fatta di incuria che non dovrebbe assolutamente essere tale.

E a questo proposito non si può fare a meno di rivolgere una nota particolarmente critica a chi oggi governa.

Quando sedevano tra i banchi dell’opposizione, loro e i loro sostenitori non perdevano occasione per criticare duramente chi amministrava allora. Dispensavano consigli con spocchia, suggerendo persino per il futuro un criterio ben preciso prima di scegliere i candidati: bussare sulla loro testa per verificare se dentro ci fosse davvero qualcosa.

Ebbene, viene spontaneo pensare che a loro questa semplice prova non sia mai stata fatta. Perché se qualcuno avesse bussato sulla testa di alcuni degli attuali prima di candidarli, il rumore prodotto avrebbe generato un eco così rimbombante da rivelare subito la totale assenza di contenuti e di idee.

Una foto emblematica

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