Durante la riunione convocata dal Direttore Generale dell’ASP, Salvatore Lucio Ficarra, su impulso del Sindaco Walter Tesauro, sono emerse le criticità tecniche che tengono i cancelli sbarrati dal passaggio del ciclone “Harry”.
L’architetto Ciro Raggio (ASP) ha confermato che l’area è ancora pericolosa per la presenza di alberi instabili, ma l’Azienda Sanitaria ha ribadito di non avere fondi per la manutenzione.
L’offerta dell’ASP è chiara. Comodato d’uso gratuito al Comune, ma a “costo zero” per l’azienda. Un passaggio di testimone che, però, si scontra con una posizione del Comune di Caltanissetta che sembra già scritta.
Il “No” del Comune: le parole dell’ex Assessore Mirisola
Sebbene l’attuale assessore Salvatore Licata abbia mostrato disponibilità al dialogo, pesano come macigni le ultime dichiarazioni dell’ex assessore Mirisola, rilasciate nei primi di marzo, durante l’ultimo Q.T., in risposta all’interrogazione del consigliere GAmbino, prima che il Sindaco Tesauro gli revocasse le deleghe.
In risposta a un’interrogazione al Question Time, la posizione dell’Ente fu netta. il Comune non può farsi carico della gestione.
I motivi addotti all’epoca furono mancanza di personale e fondi per garantire standard gestionali minimi. “L’Amministrazione ha scelto di concentrare investimenti ed energie sul nuovo parco strategico” la cui apertura, tuttavia, resta oggetto di continui rinvii.
Anche perchè già il Comune fatica oggi nella manutenzione delle ville comunali esistenti.
In questo scenario, il Comitato a difesa del Parco Dubini, presente all’incontro grazie alla mediazione dell’assessore Licata, ha sintetizzato i punti chiave della protesta:
– Insostenibilità: Cinque mesi di chiusura sono inaccettabili per un presidio di salute e socialità.
– Volontà popolare: Una petizione di 1.300 firme chiede risposte concrete.
– Responsabilità condivisa: Il Comitato chiede che si interrompa il “rimpallo” di competenze tra ASP, Comune e Regione.
Se il Comune non cambierà indirizzo programmatico, l’unica via d’uscita sembra essere quella indicata già nella risposta all’interrogazione di marzo, cioè l’affidamento a un’associazione del territorio. Un soggetto privato che ha già tempo fa si era resa disponibile.
Tuttavia, resta il dubbio sulla sostenibilità economica. Un’associazione può davvero farsi carico non solo della manutenzione ordinaria, ma anche dei pesanti costi della straordinaria e della vigilanza di un’area così vasta?
Il dialogo si è aperto e il Comitato viene finalmente riconosciuto come interlocutore istituzionale.
Ma tra le “promesse” di collaborazione e la realtà dei bilanci comunali, il rischio è che il Parco Dubini resti un bosco inaccessibile ai cittadini. Ad Maiora
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