Un video registrato direttamente all’uscita dell’ospedale Sant’Elia per lanciare un allarme chiaro e diretto sulla sanità nissena.
È così che il consigliere comunale Roberto Gambino ha voluto aggiornare la cittadinanza subito dopo essere stato all’interno del presidio sanitario, tornando su un tema sollevato già nel suo recente intervento in Aula consiliare.
In Consiglio Comunale, infatti, Gambino aveva già espresso forte preoccupazione per la tutela dei pazienti diabetici, dei ragazzi autistici e per le voci sempre più insistenti su possibili trasferimenti, anche temporanei, di personale medico dal Sant’Elia verso altre strutture della provincia.
La segnalazione dal Pronto Soccorso: “Due medici incaricati anche a Gela”
Nel filmato, il consigliere fa riferimento a notizie apprese da fonti interne all’ospedale, che definisce molto attendibili, pur auspicando smentite ufficiali: due medici liberi professionisti in servizio presso il Pronto Soccorso del DEA di II Livello di Caltanissetta avrebbero ricevuto un ordine di servizio per prestare attività anche a Gela.
«È una cosa che non vogliamo e che non deve succedere», afferma perentorio Gambino, ricordando come il Sant’Elia soffra già di una grave carenza d’organico, colmata quotidianamente solo grazie al grande spirito di sacrificio e alla forza di volontà del personale in servizio.
Sostegno a Gela e Niscemi, ma “non si spoglia un ospedale per vestirne un altro”
Gambino tiene a precisare di condividere pienamente le proteste in corso nei Comuni limitrofi — guidate dai sindaci Terenziano Di Stefano a Gela e Massimiliano Conti a Niscemi —, riconoscendo che si tratta di due realtà in forte emergenza sanitaria che necessitano di interventi urgenti (soprattutto a Niscemi, dove la situazione è aggravata dai problemi legati alla frana).
Tuttavia, la soluzione non può essere il trasferimento di risorse da Caltanissetta: «Non ha senso “spogliare Cristo e vestire San Giovanni”», commenta in dialetto. Per il consigliere, la Direzione Strategica dell’ASP dovrebbe invece conferire direttamente nuovi incarichi libero-professionali destinati specificamente al Pronto Soccorso di Gela, evitando di depauperare Caltanissetta.
A rischio il triage avanzato e i tempi d’attesa
La presenza dei due liberi professionisti al Sant’Elia, spiega Gambino, garantisce infatti la turnazione necessaria per assicurare un servizio fondamentale come il triage avanzato, utile a ridurre i tempi di attesa. Un meccanismo reso ancora più delicato dal malfunzionamento della medicina territoriale e delle Case di Comunità, che spinge molti cittadini con patologie non acute ad affollare il Pronto Soccorso.
L’appello: “Facciamo quadrato, il Sant’Elia non si tocca”
In conclusione del suo messaggio, il consigliere rivolge un doppio appello: da un lato invita la Direzione Strategica a ritornare sui propri passi se la notizia trovasse conferma; dall’altro chiede al Sindaco di Caltanissetta di intervenire con fermezza e invita l’intero Consiglio Comunale — maggioranza e opposizione — a fare squadra.
«Tutti i 60.000 cittadini di Caltanissetta devono garantire il perfetto funzionamento del nostro DEA di II Livello, un fiore all’occhiello al centro della Sicilia che serve un bacino d’utenza di quasi un milione di abitanti tra le province di Agrigento, Enna e l’area delle Madonie. Il Sant’Elia non si tocca!».
Il video integrale
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