Riceviamo e pubblichiamo
Caltanissetta, 6 ottobre 2026
Scrivo per portare all’attenzione dei giornali locali una situazione che, personalmente, trovo ormai difficile da comprendere e che ritengo meriti di essere conosciuta dai cittadini.
Mi chiamo Ivan Benza e sono residente in Via Balate, a Caltanissetta.
Alle spalle della mia abitazione, precisamente in Via Romita, da anni è presente una situazione di degrado e potenziale pericolo legata a un tombino della rete fognaria.
La vicenda non è recente.
Il 28 giugno 2023 segnalai formalmente al Comune di Caltanissetta e al Comando di Polizia Municipale la presenza di una copertura rotta, che aveva lasciato un’apertura profonda circa 1,50 metri direttamente sul marciapiede.
Nella mia segnalazione evidenziai anche la particolare pericolosità del punto, considerato che quella zona è frequentata quotidianamente da pedoni, podisti e ciclisti.
Allegai alla comunicazione diverse fotografie e, nell’attesa di un intervento, fui costretto personalmente a mettere una protezione provvisoria con assi di legno e nastro da cantiere, esclusivamente per evitare che qualcuno potesse cadere all’interno.
Successivamente l’area venne transennata e, in seguito, venne collocato un bidone a protezione del tombino. Una soluzione evidentemente provvisoria, che però è rimasta lì per anni.
Nel frattempo il problema non è stato definitivamente risolto.
Per questo motivo, dopo circa tre anni, il 20 agosto 2026, ho inviato una nuova comunicazione al Comune, indirizzata agli uffici competenti e, per conoscenza, al Comando di Polizia Municipale.
Quella comunicazione aveva un oggetto molto chiaro:
“DIFFIDA E SOLLECITO URGENTE – Tombino pericoloso in Via Romita – segnalazione già effettuata nel giugno 2023”.
Nella nuova segnalazione ho nuovamente ricostruito la vicenda, allegando la precedente comunicazione del 2023 e la documentazione fotografica.
Ho inoltre segnalato un ulteriore problema: dalla zona del tombino continuano a fuoriuscire blatte, mentre nell’area sono stati avvistati anche ratti.
Di fronte a una situazione che si trova su strada pubblica, ho persino provveduto personalmente e a mie spese a utilizzare prodotti per cercare di limitare il problema degli insetti.
Nella comunicazione del 20 agosto ho chiesto espressamente:
- la messa in sicurezza e definitiva chiusura del tombino;
- la verifica dello stato della rete fognaria;
- la verifica delle condizioni del marciapiede e dell’area circostante;
- un eventuale intervento di derattizzazione e disinfestazione;
- l’eliminazione delle situazioni di pericolo per pedoni, podisti e ciclisti;
- un riscontro scritto, con indicazione degli interventi previsti e dei relativi tempi.
Ad oggi, 6 ottobre 2026, nulla è sostanzialmente cambiato.
E questa, più che una lamentela personale, è la ragione per cui ho deciso di rivolgermi alla stampa.
Non sto chiedendo un trattamento particolare per la strada in cui vivo.
Sto chiedendo semplicemente di capire come sia possibile che una situazione di potenziale pericolo, segnalata formalmente oltre tre anni fa, possa essere ancora presente e che, nonostante un’ulteriore segnalazione e una diffida inviata nell’agosto di quest’anno, non sia ancora arrivata una soluzione definitiva.
La domanda che pongo pubblicamente è quindi molto semplice:
quanto tempo deve trascorrere prima che una situazione di questo tipo venga effettivamente risolta?
È normale che un cittadino debba segnalare un problema, attendere anni, provvedere personalmente a una prima protezione provvisoria, tornare a segnalare la situazione e arrivare infine a rivolgersi alla stampa per ottenere l’attenzione degli uffici competenti?
Non cerco polemiche e non intendo attribuire responsabilità personali a singoli dipendenti o funzionari.
Chiedo però che venga spiegato ai cittadini per quale motivo, dopo una segnalazione documentata del 2023 e una successiva diffida del 20 agosto 2026, il problema non sia ancora stato definitivamente risolto.
La situazione è facilmente verificabile attraverso un sopralluogo.
E soprattutto, la documentazione esiste: le comunicazioni inviate, le fotografie e la cronologia degli interventi sono a disposizione.
Rendo quindi pubblica questa vicenda nella speranza che l’attenzione della stampa possa contribuire semplicemente a ciò che avrei voluto ottenere fin dall’inizio: un intervento concreto e definitivo.
Perché un problema segnalato nel 2023 non dovrebbe diventare un problema del 2026.
Ivan Benza – Caltanissetta
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