Nonostante la firma del decreto regionale da 15 milioni di euro per calmierare i costi del carburante, le associazioni di categoria confermano lo stato di agitazione e il rischio stop dei TIR.
La Regione Siciliana muove i primi passi concreti per contenere la morsa del caro-carburanti, ma l’intervento non basta a placare gli animi dell’autotrasporto islandese. Nonostante il via libera al decreto interassessoriale che sblocca 15 milioni di euro destinati a ristorare le imprese del settore, lo sciopero e lo stato di agitazione in Sicilia restano confermati.
L’intervento della Regione
Il provvedimento finanziario, legato alla legge regionale sulle misure anti-rincari, prevede la copertura fino al 70% delle spese aggiuntive sostenute dalle aziende per l’acquisto del gasolio. Un pacchetto strategico complessivo che sfiora i 30 milioni di euro, suddivisi tra logistica e autotrasporto (15 milioni), agricoltura (10 milioni) e pesca (5 milioni).
L’intesa tecnica sul decreto – raggiunta grazie alla mediazione della presidenza dell’ARS e degli assessori competenti – rappresenta un tentativo di disinnescare una bomba sociale ed economica. Con il prezzo del gasolio schizzato e i costi di gestione fuori controllo, le imprese faticano a garantire i servizi essenziali di approvvigionamento nell’Isola.
Perché la protesta non rientra
Nonostante lo stanziamento delle risorse, il fronte dei trasportatori mantiene fermo lo sciopero. Le motivazioni risiedono principalmente nei criteri di accesso e nella distribuzione dei fondi:
- Beneficiari limitati: Diverse sigle di categoria (tra cui Aitras e CNA FITA) evidenziano come le maglie stringenti del decreto rischino di escludere gran parte della platea dei piccoli e medi trasportatori, lasciando prive di ristoro reale centinaia di aziende artigiane.
- Tempistiche e burocrazia: L’erogazione effettiva dei contributi è legata a tempi tecnici che mal si conciliano con l’emergenza di liquidità che le aziende stanno affrontando quotidianamente alla pompa di benzina.
- Riduzione delle agevolazioni nazionali: Il ridimensionamento progressivo degli sconti governativi sulle accise continua a pesare come un macigno sui bilanci aziendali.
Le prospettive
Con le manifestazioni e i blocchi del traffico merci che rimangono all’orizzonte (tra cui le proteste previste nel comparto agricolo e il fermo dei TIR annunciato dalle sigle dell’autotrasporto), la palla torna alla politica. Le associazioni chiedono chiarimenti immediati sulle modalità di ripartizione e un ampliamento della platea dei beneficiari, avvertendo che senza un intervento correttivo il blocco delle merci in Sicilia sarà inevitabile.
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