L’ex senatore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri, e la moglie Miranda Ratti sono stati rinviati a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sui flussi finanziari milionari provenienti da Silvio Berlusconi. Lo ha deciso la Gup di Milano, Giulia Marozzi, fissando la prima udienza per il prossimo 9 luglio davanti alla seconda sezione penale del Tribunale.
Al centro del dibattimento ci sono circa 42 milioni di euro, versati dal Cavaliere all’amico di una vita attraverso otto diversi bonifici effettuati nell’arco di diversi anni.
Le accuse: omessa comunicazione e intestazione fittizia
La posizione giudiziaria di Dell’Utri è strettamente legata alla sua precedente condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. In virtù della legge Rognoni-La Torre, l’ex senatore avrebbe l’obbligo di comunicare tempestivamente ogni variazione del proprio patrimonio.
- Marcello Dell’Utri: È accusato di non aver dichiarato i flussi di denaro ricevuti dal fondatore di Mediaset.
- Miranda Ratti: Per la moglie dell’ex manager di Publitalia l’ipotesi di reato è invece quella di intestazione fittizia di beni.
Nel marzo 2024, nell’ambito di questa indagine, la Guardia di Finanza aveva già eseguito un sequestro preventivo di oltre 10,8 milioni di euro a carico dell’ex senatore.
Il cambio di rotta: da Firenze a Milano
Il fascicolo era originariamente aperto presso la Procura di Firenze. Gli inquirenti toscani ipotizzavano inizialmente uno scenario molto più grave: che quelle somme fossero il “prezzo” del silenzio di Dell’Utri, versate per garantirgli l’impunità nelle indagini sulle stragi del 1993.
Tuttavia, il quadro accusatorio è mutato radicalmente quando il Gup di Firenze ha escluso l’aggravante mafiosa. Venuto meno il legame con l’inchiesta sulle stragi, il procedimento è stato trasferito a Milano per competenza territoriale, essendo il capoluogo lombardo il luogo di residenza dell’imputato.
Un legame durato una vita
Il sodalizio tra Berlusconi e Dell’Utri affonda le radici nel 1964, quando un giovane Dell’Utri iniziò a lavorare come segretario per l’allora imprenditore edile. Un legame che non si è mai spezzato, nemmeno dopo la morte di Berlusconi avvenuta il 12 giugno 2023: nel suo testamento, il Cavaliere ha infatti disposto un ultimo lascito di 30 milioni di euro a favore dello storico collaboratore.
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