La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per Lorenzo Tricoli, respingendo il ricorso presentato dal suo avvocato difensore, Michele Ambra. Tricoli, ritenuto vicinissimo a Michele Mancuso, vedrà quindi prolungarsi la sua permanenza dietro le sbarre, dove si trova dallo scorso marzo.
La vicenda si inserisce nel contesto dell’indagine denominata “Accordi silenti”, condotta dalla Squadra Mobile di Caltanissetta. L’inchiesta ruota attorno a un presunto giro di tangenti legato a manifestazioni ed eventi finanziati dalla Regione Siciliana.
Inizialmente, il Giudice per le indagini preliminari (gip) aveva concesso sia a Tricoli che a Mancuso la misura meno restrittiva degli arresti domiciliari. Tuttavia, la situazione per Tricoli è precipitata a causa della violazione delle prescrizioni imposte dal giudice.
Secondo quanto emerso, Tricoli non avrebbe rispettato l’obbligo di non avere contatti con l’esterno. Non appena appresa la notizia che il sindaco Walter Tesauro aveva preso le distanze da Mancuso, l’indagato avrebbe iniziato a effettuare diverse telefonate per ottenere informazioni dettagliate sull’accaduto.
Questo comportamento, giudicato del tutto incompatibile con il regime dei domiciliari, ha spinto l’autorità giudiziaria a disporre l’aggravamento della misura, aprendo per lui le porte del carcere Malaspina di Caltanissetta il 3 marzo scorso.
Chiuso il capitolo Cassazione per Tricoli, l’attenzione degli inquirenti e della difesa si sposta ora sulla posizione di Michele Mancuso.
Si attende infatti la decisione del Tribunale del Riesame in merito a un secondo ricorso presentato dai legali di quest’ultimo per chiedere l’affievolimento della misura cautelare, dopo che una prima istanza era già stata respinta.
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