Il caso che sta travolgendo il Cefpas (Centro europeo di formazione e addestramento del personale sanitario) di Caltanissetta si arricchisce di nuovi, pesanti elementi.
Nonostante si cerchi in ogni modo di minimizzare la portata dell’accaduto, tra i soggetti coinvolti e nei corridoi della politica regionale destano ormai profonda ansia e preoccupazione le ultime indiscrezioni che filtrano e che ampliano l’ombra del clientelismo sull’ente.
Da quel che si apprende, arriveranno domani a Caltanissetta i tre ispettori dell’assessorato regionale alla Salute, incaricati dal neo assessore Marcello Caruso, per passare al setaccio gli incarichi affidati dal Centro.
Un’ispezione decisa dopo le inchieste di laRepubblicaPalermo e l’esposto del deputato dem Nello Dipasquale sulla raffica di contratti di collaborazione assegnati in meno di dieci giorni, a febbraio scorso, e finanziati attraverso i fondi dei progetti del Pnrr Salute o del Fondo sociale europeo.
Nell’elenco dei 75 co.co.co. figurano figli e nipoti di deputati ed ex deputati, parenti di amministratori locali, militanti di partiti del centrodestra, ma anche pizzaioli, addetti alle vendite di supermercati, autisti e tuttofare di politici.
Tutti arruolati per due mesi per 6.350 euro a testa per fare da tutor o da collaboratori amministrativi ai corsi organizzati per medici e operatori sanitari con i fondi europei. Una vera e prima anomalia per un ente che conta appena 56 dipendenti stabili, secondo quanto ha riportato Repubblica nella sua inchiesta.
E adesso, alla vigilia dell’ispezione, spuntano anche tre super consulenti pagati a peso d’oro, a cui il Cefpas ha affidato diversi servizi dell’ente. Tutte e tre le consulenze sono state affidate senza una procedura a evidenza pubblica, in quanto rimaste strategicamente poco al di sotto della soglia dei 140 mila euro sopra la quale, secondo il codice degli appalti, è d’obbligo indire i bandi.
I professionisti erano semplicemente iscritti nell’elenco dei soggetti abilitati di Consip.
–Dario Salvatore Giovanni Biondi (Commercialista): Ha ottenuto la collaborazione più onerosa. Un incarico da 135 mila euro (Iva esclusa) affidato nel novembre del 2022 per i “servizi professionali di consulenza del lavoro e gestione delle risorse umane del centro”. Il contratto (36 mesi) prevede un costo giornaliero di 500 euro per meno di due giorni a settimana. Lo stesso professionista ha ottenuto un secondo incarico da 45 mila euro (fino al 31 dicembre 2026) per la rendicontazione dei progetti Pnrr.
–Domenico Reina (Sociologo): Fratello del cardinale Baldassarre Reina, ha ottenuto nel novembre 2023 un affidamento diretto da 128 mila euro più Iva per 15 mesi. L’incarico riguardava l’implementazione di una rete documentale e multimediale (una “biblioteca digitale della salute”). Il professionista vanta una laurea triennale in Sociologia e pregresse esperienze da libraio, addetto amministrativo in una casa di cura e agente di commercio.
–Carmelo Pulvino (Comunicazione): Titolare di un servizio di comunicazione istituzionale stipulato per ben 132 mila euro più Iva, con un impegno minimo di soli due giorni a settimana distribuiti in 30 mesi.
Adesso la parola passa agli ispettori, incaricati di verificare la regolarità delle procedure di reclutamento e la legittimità dell’uso dei co.co.co., che nella pubblica amministrazione sarebbero consentiti solo in casi eccezionali.
“Correttezza e trasparenza sono per il governo Schifani premesse indispensabili e irrinunciabili, in ogni ambito dell’azione amministrativa”, aveva dichiarato l’assessore alla Salute, Caruso, annunciando la commissione d’inchiesta.
A volerci vedere chiaro adesso è anche la commissione Antimafia all’Ars, presieduta dal deputato del Pd Antonello Cracolici, che ha chiesto di acquisire l’esposto per aprire formalmente un’istruttoria sulla “fabbrica” di assunzioni clientelari nata alla vigilia delle elezioni comunali.
“Quanto sta succedendo nel sistema pubblico tra Sas, Cefpas ed enti partecipati, ha precisato Cracolici, rischia di diventare una gigantesca macchina clientelare che si acuisce nel momento delle elezioni”.
Il clima anche a Caltanissetta si fa sempre più teso e i tentativi di sminuire il caso sembrano ormai destinati a infrangersi davanti a documenti, numeri e fatti.
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