GELA / CALTANISSETTA – Il laboratorio politico del civismo siciliano accelera. Quello che fino a ieri sembrava un semplice contatto istituzionale si sta trasformando in un asse politico concreto: il sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano, e il movimento Progetto Civico Italia hanno ufficialmente aperto un tavolo di confronto. L’obiettivo? Unire le “anime civiche” per costruire un’alternativa solida al centrodestra regionale, partendo dall’esperienza amministrativa dei territori.
La visione di Di Stefano: “Sintesi possibile contro un centrodestra diviso”
Il primo cittadino galese, ormai stabilmente collocato nell’area del centrosinistra progressista, non ha usato giri di parole durante l’incontro tenutosi nella pinacoteca comunale:
“Il centrosinistra può e deve fare sintesi per offrire un’alternativa a questo governo regionale. Il nostro civismo è radicato nel territorio, mentre quello di Progetto Civico Italia ha un respiro più nazionale: l’unione di queste due dimensioni è possibile, soprattutto davanti a un centrodestra che appare tutt’altro che compatto.”
Di Stefano ha inoltre ribadito il pieno sostegno alla battaglia sulla legalità e sulla “questione morale” avviata a Caltanissetta da Annalisa Petitto, consigliere comunale e provinciale, definendo essenziale l’azione di ripristino della trasparenza amministrativa dopo le recenti inchieste.
Il modello Petitto e il “no” ai paracadutati
Proprio Annalisa Petitto ha rivendicato il peso del consenso civico, ricordando come la sua candidatura a sindaco nel 2024 abbia sfidato un “blocco di potere” consolidato:
- Contro il sistema: “Abbiamo ottenuto il 49% contro chi faceva assunzioni al Cefpas (da me sempre definito un ‘postificio’) pochi mesi prima del voto.”
- Riforma elettorale: “Vogliamo il ritorno delle preferenze dirette. Non possiamo più permettere che vengano eletti personaggi come Brambilla o Craxi, che sul territorio non si sono mai visti.”
Da Roma alla Sicilia: una casa per chi non ha partito
In videocollegamento è intervenuto Alessandro Onorato, assessore al Turismo di Roma e tra i fondatori di Progetto Civico Italia, che ha lanciato la sfida nazionale: spostare il baricentro del centrosinistra dai vertici di partito agli amministratori locali. “Sicurezza, imprese e giovani non sono temi esclusivi della destra”, ha ammonito Onorato.
Sulla stessa linea il coordinatore regionale Carmelo Miceli, che ha evocato un “compromesso storico attualizzato”:
- Oltre il leaderismo: Mettere da parte gli egocentrismi per una proposta politica basata su discussioni reali (PNRR, cantieri, sicurezza) e non sulle percentuali elettorali.
- Concretezza: “Il dibattito non può essere solo sulla collocazione dei candidati. Cosa accadrà ai fondi Pnrr a giugno? Questa è la politica che ci interessa.”
I protagonisti del territorio
Il comitato cittadino, affidato all’ex dem Giacomo Gulizzi, ha visto la partecipazione di figure storiche e nuove leve della politica locale, tra cui:
- Lillo Speziale (ex parlamentare ARS) e Salvatore Sammito (ex presidente del civico consesso).
- Massimo Arena, che ha sottolineato l’urgenza di combattere lo spopolamento giovanile seguendo modelli virtuosi (come quello di Genova).
Verso l’Assemblea Nazionale
L’incontro si è concluso con un invito ufficiale: i dirigenti di Progetto Civico Italia hanno chiesto al sindaco Di Stefano di partecipare alla prossima assemblea nazionale del gruppo. Il segnale è chiaro: il “modello Gela” e l’esperienza civica nissena non sono più casi isolati, ma il possibile motore di una nuova coalizione paritetica tra partiti e società civile.
In sintesi: Il civismo non vuole più essere la “ruota di scorta” della politica tradizionale, ma un partner alla pari capace di parlare di fatti concreti, lontano dai “like” e vicino ai bisogni dei cittadini.
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