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CGIL: “La mobilitazione di Gela non rappresenta un episodio isolato, è la cartina di tornasole di una crisi sanitaria provinciale che ha ormai raggiunto un livello non più tollerabile”

Autore: Redazione Visualizzazioni: 240 Tempo di lettura: 4 Pubblicato il: 06/08/2026 13:09
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La mobilitazione di Gela, con l’Amministrazione comunale che ha trasferito simbolicamente i propri uffici davanti ai cancelli dell’Ospedale “Vittorio Emanuele”, non rappresenta un episodio isolato: è la cartina di tornasole di una crisi sanitaria provinciale che ha ormai raggiunto un livello non più tollerabile.

Quanto sta accadendo a Gela si intreccia drammaticamente con le criticità che interessano l’intero territorio provinciale. Non esiste una sanità di serie A e una di serie B: le gravi difficoltà del “Vittorio Emanuele” sono il riflesso delle stesse carenze strutturali che affliggono l’Ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta e i presìdi sanitari delle aree interne, come Mussomeli e il Vallone.

Continuiamo, inoltre, a registrare un atteggiamento dell’Amministrazione sanitaria improntato a lentezza e poca chiarezza, che conferma l’ennesima chiusura istituzionale nei confronti delle legittime istanze dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali e dei cittadini.

Nonostante il sollecito formale trasmesso lo scorso 15 luglio 2026 (prot. n. 46758) e la successiva nota dell’ASP di Caltanissetta del 20 luglio 2026 (prot. n. 47500), sottoscritta dal Direttore Generale Salvatore Lucio Ficarra, che si limitava a demandare ai Direttori di Distretto l’acquisizione degli elementi richiesti, ad oggi non è pervenuto alcun riscontro concreto e la situazione permane in una fase di assoluta stasi.

È opportuno evidenziare che non si tratta di richieste complesse o di un’ingente mole di dati difficilmente reperibili. La programmazione territoriale provinciale riguarda, infatti, 9 Case della Comunità, 4 Centrali Operative Territoriali e 2 Ospedali di Comunità: un numero limitato di strutture e di modelli organizzativi che l’Amministrazione avrebbe dovuto già pianificare, monitorare e rendere pienamente conoscibili, soprattutto in considerazione della rilevanza strategica degli interventi finanziati e dell’impatto che essi avranno sull’assistenza ai cittadini.

Chi oggi sceglie di voltarsi dall’altra parte, minimizzando le criticità o trincerandosi dietro adempimenti burocratici e dati incompleti, commette un grave errore. L’ASP di Caltanissetta e la Regione Siciliana devono abbandonare la logica dell’intervento emergenziale, che si attiva soltanto quando esplode una protesta pubblica, e avviare finalmente una programmazione seria e strutturale.

Serve un piano straordinario di assunzioni di medici, infermieri e professionisti sanitari, il pieno rafforzamento della medicina territoriale e risposte immediate sull’attuazione delle Case della Comunità, degli Ospedali di Comunità e delle Centrali Operative Territoriali previste dal PNRR.

Il sit-in di Gela dimostra che, quando le istituzioni locali, le organizzazioni sindacali e i corpi intermedi agiscono con unità e coerenza, la politica regionale è costretta ad ascoltare.

Tuttavia, l’attenzione mediatica e istituzionale non può esaurirsi con la conclusione della protesta: è necessario che agli impegni seguano fatti concreti.

La CGIL continuerà a sostenere con determinazione la vertenza dell’Ospedale di Gela e di tutti i presìdi sanitari del territorio nisseno. Non consentiremo che il diritto costituzionale alla salute venga sacrificato sull’altare dei vincoli di bilancio, dell’inerzia amministrativa o del silenzio istituzionale. Chi ha la responsabilità di governare la sanità, a livello provinciale e regionale, esca dai palazzi, si confronti con i lavoratori, con gli operatori sanitari e con i cittadini e assuma decisioni concrete.

Su questo terreno la CGIL non arretrerà di un solo passo.

Caltanissetta 06/08/2026

La Segretario Generale Cgil Caltanissetta – Rosanna Moncada

Il Segretario Generale SPI Cgil – Paolo Anzaldi

Il Segretario Generale Funzione pubblico Cgil – Sandro Pagaria

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