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Che bisogno c’era? L’unanimità che non ti aspetti, dal voto per la città alla rissa per il “cappello”, sino al blackout liberatorio finale

Last updated: 19/12/2025 9:01
By Sergio Cirlinci 287 Views 7 Min Read
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Nel nostro consiglio comunale la pace è troppo noiosa, non ci siamo abituati ed è bastata una scintilla per accendere la miccia su un accordo unanime, ma forse è stata una provocazione per indurre l’opposizione all’abbandono e poi il blackout, arrivato per sfinimento.

A Caltanissetta, a quanto pare, anche un accordo trasversale e pacifico può trasformarsi in un campo di battaglia politico.

Che poi per cosa, se non per votare la Proposta di deliberazione n. 97, che sblocca i fondi, 700mila euro in tre anni, per la riapertura della Piscina Comunale voluta da tutti, consiglio e giunta.

Qui l’articolo con il resoconto della seduta di ieri.

Un atto atteso, importante, ma per qualcuno era la classica occasione di vittoria da sbandierare in coro “merito nostro”.

E in effetti, il clima iniziale era strano, quasi commovente.

Maggioranza e opposizione, seppur con qualche appunto sul metodo, avevano già fatto ben intendere che il voto sarebbe stato favorevole.

Gli Assessori, in un momento di rara unità con l’intero consiglio, si dicevano certi e esortavano l’aula a votare per la città, raccomandando caldamente di astenersi dal mettere il “cappello” politico sull’operazione, ma peccato che poi queste parole si sono dimenticate.

Si preannunciava un trionfo della maturità civica, il Presidente Bruzzaniti era pronto ad archiviare la pratica quasi commosso dal vedere questo clima di pace e serenità, ma non poteva immaginare cosa sarebbe successo da lì a poco.

Ma non poteva durare, si sa che la visibilità mediatica delle volte fa brutti scherzi e vuol rendere protagonisti anche chi spesso vive nell’ombra.

A spezzare l’idillio è stata la consigliera di Forza Italia, Lomagno, che ha letto un discorsetto preparato con cura a casa, il cui contenuto, oltre ad un sì convinto al provvedimento, era un chiaro attacco all’amministrazione precedente, sottolineando che se la Piscina riaprirà ad aprile, è solo merito e grazie a questa Giunta. Il cappello lo ha messo, ma uno lo ha anche tirato con forza in faccia all’opposizione, nello specifico al consigliere Gambino.

Il sospetto, infatti, è che la maggioranza e successivamente qualche assessore, stanchi del “siamo tutti d’accordo”, abbiano cercato deliberatamente di alzare i toni fino all’esasperazione.

Lo scopo? Probabilmente spingere l’opposizione, ad abbandonare l’aula. Un gesto che avrebbe permesso poi di tuonare ai quattro venti: “Visto? Avevamo ragione noi! Volevano ostacolare la riapertura della Piscina, votano contro la città, sono ancora accecati dalle ferite della sconfitta elettorale!”.

L’aria da paesaggio svizzero si è trasformata in quella di una corrida spagnola, già innervosita dal forzato digiuno e da qualche caffè di troppo.

Allora prima un attacco alla consigliera Petitto, poi all’ex sindaco Gambino, colpevole di non aver riaperto la Piscina in 5 anni, anche se la relazione tecnica stessa ne spiegava i motivi.

Si è parlato addirittura di bugie e menzogne, i toni si sono alzati fino al punto che l’Assessore Delpopolo è stato richiamato dal presidente per cercare di mantenere i toni più bassi e a non esasperare gli animi.

Nonostante le dichiarazioni di voto fossero tutte favorevoli, l’obiettivo sembrava essere solo quello di far perdere la calma agli avversari politici.

Non riusciti nell’intento è stata chiesta una sospensione, probabilmente si sperava, al rientro, in qualche assenza tra i banchi dell’opposizione, cosa che non è comunque avvenuta.

Ma i toni non si sono abbassati e tra altri interventi c’è chi ha pure detto che questa amministrazione passerà alla storia per aver riaperto la piscina, mentre altre per averla chiusa o non essere stati in grado di riaprila.

A chi governa piacerebbe che l’opposizione non esistesse o che stia buona e calma, ma spesso così non è e, anche se da fastidio, bisogna saper accettare che raccontino verità e fatti diversi…si chiama democrazia, ma a qualcuno questa parola evidentemente sta stretta.

Ma mentre si rischiava di andare oltre, dopo il voto unanime e l’intervento del sindaco, il tutto è stata interrotto da un evento inatteso.

Proprio mentre il Sindaco si accingeva a concludere il suo intervento, ed aveva cercato di riportare la nave in porto dopo la tempesta creata dai suoi, la luce, non quella della ragione, ma quella dell’Enel, è andata via e il buio sugli schermi ha di fatto calato il sipario su un dibattito che era diventato surreale.

Forse è stato un segno divino, forse un semplice guasto tecnico, ma il risultato è stato lo stesso stop allo spettacolo.

Un evento che ha inteso dire: “Basta così. Se non riuscite neanche a mantenere la calma per votare un provvedimento su cui siete tutti d’accordo, andate a… mangiare”.

Alla fine, la Piscina riaprirà, si spera ad aprile. Ma la strategia di cercare la rissa per rivendicare un merito, anche quando si ha già il consenso, ha lasciato l’amaro in bocca… e l’aula al buio.

E così, tra un attacco e un richiamo all’ordine, il Consiglio ha dimostrato una cosa sola, in politica è impossibile evitare di metterci il cappello e da domani al Comune dovranno installare una cappelliera, perché evidentemente i cappelli saranno tanti. Ad Maiora

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