«La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui cura i suoi morti».
Questa massima, attribuita nelle sue diverse declinazioni a Ugo Foscolo, non è soltanto una riflessione filosofica o letteraria. È un metro di giudizio etico, un principio fondante della convivenza civile. Un principio che, alla luce dello spettacolo indecoroso e indecente a cui assistiamo ogni giorno nel nostro cimitero comunale, boccia senza appello chi oggi ha il dovere di amministrare la nostra comunità.
Viali sommersi dalle erbacce, lapidi lasciate all’incuria, spazzatura accumulata tra i loculi e una sensazione diffusa di totale abbandono.
Il luogo che dovrebbe custodire il silenzio, il raccoglimento e il ricordo dei nostri cari si è trasformato nell’ennesimo monumento al degrado.
Portare un fiore sulla tomba di un familiare è diventato un percorso ad ostacoli, un’esperienza mortificante che aggiunge dolore al dolore.
Di fronte a questo scempio, l’atteggiamento dell’amministrazione comunale e nello specifico dell’assessore al ramo è semplicemente inaccettabile.
Un immobilismo “strafottente” e una sordità che superano il limite della decenza.
Non passa giorno senza che i cittadini, esasperati e indignati, pubblichino sui social fotografie e video che documentano una situazione ormai fuori controllo.
Segnalazioni puntuali, proteste accorate, grida d’aiuto.
Un flusso continuo di indignazione popolare a cui la giunta risponde con un silenzio assordante, facendo imperterrita finta di non vedere e di non sentire, come d’altronde fa anche su altre tematiche.
Non si stanno chiedendo opere avveniristiche o interventi da milioni di euro. Si chiede l’ABC della gestione pubblica, pulizia, manutenzione ordinaria, decoro e sicurezza. Cose semplici, doverose, essenziali.
Se questa giunta e il suo assessore non sono nemmeno in grado di ascoltare le richieste elementari della cittadinanza e di garantire la dignità al luogo dove riposano i nostri cari, la conclusione è una sola, amara e inevitabile.
Per questa amministrazione il rispetto, l’attenzione e la cura della memoria collettiva semplicemente non contano nulla.
Chiusi nelle loro stanze dorate sono lontani dal paese reale e soprattutto sordi alle richieste dei propri cittadini, continuando a dimostrare una totale inadeguatezza nel tutelare ciò che di più sacro possiede una comunità, ma adeguatissimi quando c’è da incassare.
I cittadini chiedono di vivere in una città dove la civiltà e il rispetto vengano messi in pratica con i fatti, prima di tutto da chi amministra. È fin troppo facile e comodo puntare il dito contro il singolo cittadino e fargli la morale quando abbandona un sacco di immondizia per strada.
Ma quanto sta accadendo al nostro cimitero è un’infamia ancora più grave, lasciare quel luogo sacro sprofondare nel degrado non è solo incuria, è una vera e propria profanazione morale.
Un sacco di rifiuti per strada offende il decoro urbano, ma abbandonare il cimitero significa calpestare la dignità di chi soffre e oltraggiare apertamente la memoria dei nostri morti.
Se la giunta vuole impartire lezioni di senso civico, inizi ad applicarle lì dove la memoria del nostro paese esige rispetto, o ammetta una volta per tutte e con franchezza la propria totale incapacità di governare. Ad Maiora
Le foto, prese dai social, sono solo alcune delle tantissime presenti.

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