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Cinema in lutto: addio a Zeudi Araya, l’icona italo-eritrea che stregò gli anni ’70

Last updated: 31/05/2026 6:06
By Redazione 72 Views 6 Min Read
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Il mondo dello spettacolo piange la scomparsa di Zeudi Araya. L’attrice e produttrice cinematografica, naturalizzata italiana ma nata in Eritrea, si è spenta all’età di 75 anni nella sua abitazione di Roma, dopo aver combattuto a lungo contro una grave malattia.

Contents
Dalle origini africane al trionfo in ItaliaUna carriera tra sensualità e grandi registiLa “seconda vita” dietro le quinteIl cordoglio delle istituzioniSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

A dare il triste annuncio è stato il figlio, Michelangelo Spano, nato dal legame con il regista Massimo Spano. In una nota densa di commozione, la famiglia ha voluto esprimere la propria gratitudine a quanti sono stati vicini all’artista con affetto e discrezione, chiedendo al contempo il massimo rispetto per la riservatezza e annunciando che le esequie si terranno nei prossimi giorni in forma strettamente privata.

Dalle origini africane al trionfo in Italia

Nata a Decamerè il 10 febbraio 1951, figlia di un esponente politico e nipote di un diplomatico etiope di stanza a Roma, Zeudi Araya manifestò fin da giovanissima un fascino magnetico. Il suo nome, che in lingua tigrina significa “corona imperiale”, sembrava quasi un presagio di regalità. Nel 1969, a soli 18 anni, venne eletta Miss Eritrea.

La svolta arrivò all’inizio degli anni Settanta grazie a un viaggio in Italia, dove fu scelta come volto per la pubblicità televisiva del Caffè Tazza d’Oro. Fu proprio quel celebre spot a catturare l’attenzione del regista Luigi Scattini, che intuì immediatamente il potenziale di quella ragazza dalla bellezza esotica ed elegante. Nel 1972 Scattini la scritturò come protagonista per La ragazza dalla pelle di luna, pellicola che la consacrò all’istante come una delle principali icone del cinema erotico e di genere di quella fortunata stagione cinematografica.

Una carriera tra sensualità e grandi registi

Pur rimanendo nell’immaginario collettivo per i ruoli legati al filone erotico dei primi anni ’70, Zeudi Araya seppe dimostrare una notevole versatilità, collaborando con maestri della commedia e del cinema d’autore. Tra le sue interpretazioni più celebri e amate dal grande pubblico si ricorda il personaggio di “Venerdì” in Il signor Robinson, mostruosa storia d’amore e d’avventure (1976), al fianco di un indimenticabile Paolo Villaggio per la regia di Sergio Corbucci. Con lo stesso regista recitò anche in Giallo napoletano (1979), dividendo il set con Marcello Mastroianni, e in Tesoromio (1979) insieme a Johnny Dorelli e Renato Pozzetto. La sua ultima apparizione davanti alla macchina da presa risale al 1987, nel film Il giorno prima di Giuliano Montaldo.

La “seconda vita” dietro le quinte

Nel 1983 la Araya sposò il celebre produttore cinematografico Franco Cristaldi (con Monica Vitti e Francesco Rosi a fare da testimoni di nozze). Dopo la prematura scomparsa di Cristaldi nel 1992, l’attrice decise di ritirarsi definitivamente dalle scene per iniziare una seconda, fortunata vita professionale dietro i riflettori.

Ereditando la passione e la competenza del marito, divenne un’apprezzata e attiva produttrice cinematografica e televisiva, curando la nascita di numerose pellicole. Si impegnò inoltre attivamente nella salvaguardia della memoria del grande cinema italiano: nel 2018, ad esempio, accompagnò Giuseppe Tornatore alla presentazione del restauro in 4K del capolavoro Divorzio all’italiana, originariamente prodotto proprio da Cristaldi.

Il cordoglio delle istituzioni

La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione anche nelle istituzioni. Il Sottosegretario alla Cultura, Lucia Borgonzoni, ha espresso il proprio cordoglio con una nota ufficiale: «Ci lascia un’attrice che ha rappresentato una stagione del cinema popolare italiano, contribuendo al successo di opere entrate a far parte della storia del nostro costume e sapendosi poi reinventare con successo nel ruolo di produttrice».

Con Zeudi Araya scompare non soltanto un simbolo di bellezza e sensualità d’altri tempi, ma una figura che ha saputo attraversare l’industria dello spettacolo con intelligenza, dignità ed eleganza, lasciando un’impronta indelebile sia davanti che dietro l’obiettivo.

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Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

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