Sotto la lente dei giudici il calcolo delle tariffe di depurazione e delle partite pregresse. Il comitato “Senz’AcquaEnna” esulta: «Risultato storico, ora tutti gli utenti della provincia possono aderire».
Il Tribunale di Palermo ha dichiarato ufficialmente ammissibile l’azione di classe (class action) promossa contro Acquaenna S.C.P.A., la società che gestisce il servizio idrico integrato nell’intera provincia di Enna. La decisione rappresenta un punto di svolta fondamentale per migliaia di utenti del territorio, segnando il superamento del severo vaglio preliminare previsto dall’ordinamento giuridico per questo genere di tutele collettive.
Il provvedimento è stato promosso e comunicato dal Comitato “Senz’AcquaEnna”, che da anni porta avanti le istanze dei consumatori locali contro quelle che ritiene essere anomalie strutturali nella fatturazione delle bollette. Al centro della battaglia legale vi sono, in particolare, i criteri applicati dal gestore per la determinazione delle tariffe di depurazione e le modalità di calcolo delle cosiddette “partite pregresse”, voci di costo da tempo contestate dai cittadini.
“Non si tratta di un semplice passaggio tecnico. La class action è uno strumento giuridico che supera un vaglio preliminare estremamente rigoroso e solo in pochi casi viene dichiarata ammissibile. Per questo motivo, il provvedimento del Tribunale rappresenta un risultato importante e un primo significativo riconoscimento della validità delle questioni che abbiamo sollevato”, spiegano i rappresentanti del Comitato.
Con la dichiarazione di ammissibilità si chiude formalmente la fase preliminare e si apre il giudizio di merito. Non appena il provvedimento del Tribunale sarà pubblicato integralmente, i giudici stabiliranno i termini e le modalità operative tramite cui i cittadini interessati potranno presentare la propria formale adesione all’azione collettiva.
La vera novità sociale e istituzionale per il territorio ennese risiede proprio nella portata di questa decisione: l’estensione del diritto di rivalsa a tutta la collettività locale. L’ordinanza permette infatti l’ingresso nel procedimento anche a tutti quei cittadini che si trovano nelle medesime condizioni contrattuali e di fatturazione, ma che inizialmente non avevano partecipato all’iniziativa giudiziaria originaria.
L’azione collettiva è stata curata da un team di legali del foro locale. Il Comitato ha infatti espresso un formale ringraziamento agli avvocati Luca Calì, Claudio Longo e Gianpiero Cortese per il proficuo e meticoloso lavoro svolto nell’interesse della cittadinanza.
I rappresentanti del comitato spontaneo hanno tenuto a precisare come questo traguardo non debba essere letto come il successo di una singola sigla, bensì come un esempio virtuoso di cittadinanza attiva e coesione sociale: “Questa non è la vittoria di un comitato. È la dimostrazione che quando i cittadini si uniscono e difendono i propri diritti, possono ottenere risultati concreti”.
La battaglia legale si sposterà ora sulle aule del capoluogo siciliano per l’esame approfondito dei bilanci e dei criteri tariffari applicati da Acquaenna. Nel frattempo, i promotori annunciano che continueranno a vigilare a tutela dei consumatori, invitando la popolazione a tenersi pronta per la successiva fase di adesione di massa: “Noi continueremo a fare la nostra parte. Adesso la possibilità di unirsi a questa battaglia appartiene a tutti“.
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