Proseguono senza soste ma con molti ostacoli le manovre diplomatiche per cercare una via d’uscita al conflitto tra Russia e Ucraina. Dopo la tappa a Mosca, gli emissari statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner sono arrivati nella capitale ucraina a bordo del “Peace Express”. Tuttavia, l’intenso round di negoziati non ha registrato sostanziali passi in avanti, confermando le profonde distanze tra le due parti.
I nodi del negoziato: compromessi e nodi territoriali
Il mediatore americano Witkoff ha sottolineato la necessità che sia Kiev sia Mosca accettino dei «compromessi indispensabili» e riducano le questioni pendenti per rendere possibile una soluzione diplomatica. L’inviato statunitense si dice convinto che vi siano gli elementi base per costruire un percorso di pace, ma ammette la complessità della sfida.
Di tutt’altro tono il realismo cauto espresso dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Nel corso degli incontri, Zelensky ha ribadito che i temi chiave più spinosi – a partire dalla sovranità sui territori occupati – non possono trovare soluzione a livelli intermedi, ma richiedono un confronto diretto al massimo livello istituzionale: un vertice trilaterale tra i presidenti di Ucraina, Russia e Stati Uniti.
Le richieste immediate di Kiev: difesa aerea e pacchetto invernale
Mentre Washington lavora a un possibile “pacchetto di pace”, Zelensky pone l’accento sulle priorità immediate per la sopravvivenza del Paese:
- Sistemi di difesa aerea: Kiev chiede con urgenza l’invio immediato di nuove batterie di difese anti-missile Patriot per contrastare le recenti e intense incursioni russe.
- Supporto per l’inverno: In previsione del protrarsi delle ostilità nei mesi freddi, l’Ucraina punta ad assicurarsi un dettagliato “pacchetto invernale” energetico e logistico, coordinato con i partner americani ed europei.
- Strategia e droni: Zelensky ha spiegato che circa 60 aziende ucraine stanno lavorando alla produzione di massa di sistemi per abbattere i droni a getto. Una misura di difesa tattica (il cosiddetto “Piano B”), mentre la via diplomatica resta la priorità (“Piano A”).
Tensioni geopolitiche sull’asse Mosca-Berlino
Il tavolo delle trattative si sviluppa in un contesto internazionale particolarmente teso. Nelle stesse ore, Mosca ha irrigidito i toni contro la Germania, accusando Berlino di aver mosso accuse non verificate sull’incidente dei droni nei pressi dell’aeroporto di Lipsia. Per il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, le contromisure diplomatiche tedesche prefigurano una pericolosa escalation, mentre la Germania e l’Unione Europea ribadiscono il pieno sostegno alla sovranità ucraina.
Prospettive future
Sullo sfondo rimangono i nodi storici mai sciolti: il Cremlino esige la neutralità e la demilitarizzazione di Kiev insieme al riconoscimento dei territori contesi; l’Ucraina esige garanzie di sicurezza internazionali e l’integrità del proprio territorio. Spetterà ora al presidente americano Donald Trump valutare i report degli inviati e riaprire i contatti telefonici diretti con i leader delle due nazioni in guerra.
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