Giorgetti non esclude lo scostamento di bilancio per aumentare le spese militari. Ma il M5S non ci sta: “Pura follia”
Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, persevera nel suo dire e non dire. Lo ha fatto anche ieri rispondendo in question time al Senato a un’interrogazione del M5S sulle fonti di finanziamento per l’aumento delle spese militari. Giorgetti ha rinviato la risposta agli esiti della stima del deficit del 2025, che l’Istat notificherà alla Commissione europea a marzo. Nel caso in cui questo dovesse risultare inferiore al 3%, verrebbe attivato il procedimento di uscita dalla procedura di disavanzo eccessivo. Ciò consentirebbe di confermare gli intenti contenuti del Documento programmatico di finanza pubblica, ossia l’incremento della spesa per sicurezza e difesa graduale, con un’incidenza sul Pil che può crescere fino a 0,5 punti percentuali entro la fine del triennio.
Giorgetti non esclude lo scostamento di bilancio per aumentare le spese militari
L’aumento della spesa prospettato non comporterebbe, ha rassicurato il numero uno di via XX Settembre, “nessuna rinuncia alle spese dedicate alle principali priorità di natura sociale”. Arrivando alle modalità di finanziamento, Giorgetti ha ricordato che il piano relativo allo strumento europeo Safe è ancora in corso di valutazione. L’adesione al programma Safe, ha detto, comporta una dilazione molto in avanti nel tempo della restituzione del relativo prestito rispetto alla emissione di titoli del debito pubblico, nonché risparmi conseguenti al differenziale nel tasso d’interesse pagato.
Ma il M5S non ci sta: pura follia
C’è poi la possibilità di attivare la clausola di salvaguardia. Che implicherebbe una richiesta di scostamento dagli obiettivi programmatici al Parlamento, da approvare, previo coinvolgimento dello stesso. Il M5S non ci sta. “Oggi in Aula ho fatto una domanda semplice al ministro Giorgetti: dove prenderete i soldi per aumentare di oltre 23 miliardi le spese militari nei prossimi tre anni? La risposta è stata un esercizio di fumo istituzionale. Si rinvia tutto a marzo, alle stime Istat, all’uscita (forse) dalla procedura di infrazione, alle clausole europee, al Safe, alle flessibilità”, ha dichiarato il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli. E non è finita.
“Tra le righe delle parole di Giorgetti si legge, tra le altre cose, che il cosiddetto Safe limiterebbe la libertà di spesa del Governo e che quindi si preferirebbe uno scostamento di bilancio per creare 23 miliardi freschi freschi. Stanno seriamente pensando d’impegnare il Parlamento su uno scostamento in armi, magari per comprare quelle americane (come vorrebbe Trump). Questa a mio avviso è pura follia”, ha concluso il senatore M5S.
Fonte lanotiziagiornale.it di Raffaella Malito
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