Il governo italiano alza i toni contro l’Europa mentre lo spettro della recessione torna ad agitare i palazzi della politica. Al centro della contesa c’è il caro-carburanti, una fiammata dei prezzi alimentata dall’instabilità geopolitica che sta spingendo l’esecutivo Meloni verso lo scontro frontale con i vincoli di bilancio comunitari.
Dal gazebo della Lega a Milano, il vicepremier Matteo Salvini ha lanciato un avvertimento senza mezzi termini:
“La priorità è sbloccare le norme europee che ci impediscono di aiutare gli italiani in difficoltà. O cambiano questo Patto di Stabilità o, se continueranno a non sentirci, faremo da soli.”
La strategia del governo punta alla sospensione delle regole fiscali per liberare risorse necessarie a calmierare i prezzi dell’energia. Un’esigenza resa urgente dalle parole del Ministro delle Imprese, Adolfo Urso, che ha paventato il rischio di una crisi economica profonda qualora la tensione nello Stretto di Hormuz dovesse portare a un blocco prolungato delle rotte petrolifere.
A sorpresa, nel dibattito irrompe l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi. Intervenendo alla Scuola di formazione politica della Lega, il manager ha suggerito una parziale revisione della strategia energetica continentale:
- GNL Russo: Descalzi chiede di sospendere il bando previsto per il 2027 sui 20 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto provenienti dalla Russia.
- Emissioni ETS: L’AD suggerisce di rivedere o sospendere temporaneamente la tassazione europea sulle emissioni (ETS) per alleggerire i costi operativi delle imprese.
Non si è fatta attendere la replica di Elly Schlein. Dal Vinitaly di Verona, la segretaria del PD ha rispedito le accuse al mittente, ricordando la genesi delle attuali regole fiscali: “Noi non abbiamo votato questo nuovo patto, che reintroduce criteri rigidi da austerità. La domanda per i ministri che oggi ne invocano la sospensione è una sola: perché lo avete approvato?”. Come contromisura, la Schlein torna a proporre l’introduzione di un tetto al prezzo del gas.
Nonostante i prezzi alla pompa abbiano registrato una leggera flessione per il terzo giorno consecutivo, l’ottimismo resta cauto. Il fallimento delle trattative tra Stati Uniti e Iran e l’incertezza bellica continuano a mantenere alta la volatilità, lasciando l’Italia — e l’intera Eurozona — in una situazione di estrema fragilità energetica.
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