La fragile tregua diplomatica nel Golfo Persico è durata meno di ventiquattro ore. In una drammatica escalation di tensioni, l’Iran ha annunciato oggi il ritorno allo “stato precedente” per lo Stretto di Hormuz, ripristinando di fatto il blocco della via d’acqua più strategica al mondo per il transito petrolifero.
La decisione di Teheran arriva come risposta diretta alla fermezza di Washington: nonostante i segnali di apertura iraniani seguiti alla tregua in Libano, l’amministrazione Trump ha confermato che il blocco navale dei porti iraniani rimarrà operativo a pieno regime.
Lo Stretto torna “sotto stretto controllo”
Il comando militare congiunto iraniano è stato perentorio: le restrizioni al transito sono state reintrodotte stamattina, proprio mentre diverse petroliere avevano già iniziato a muoversi verso il passaggio.
“Gli Stati Uniti continuano a commettere atti di banditismo e pirateria. Finché il blocco dei nostri porti resterà in vigore, Hormuz rimarrà sotto la stretta gestione delle nostre forze armate.”
Nonostante la chiusura marittima, l’Iran ha tuttavia concesso una riapertura parziale del proprio spazio aereo, un segnale ambiguo che riflette la complessità dei negoziati in corso.
Trump e il “Piano Nucleare”: l’uranio verso gli USA
Parallelamente alla tensione militare, Donald Trump continua a premere sul fronte diplomatico, dichiarando che un accordo definitivo con Teheran è “molto vicino”. Secondo il Presidente americano:
- Sospensione Nucleare: L’Iran avrebbe accettato di fermare il proprio programma atomico.
- Trasferimento Uranio: Tutto l’uranio arricchito finora prodotto dovrebbe essere trasferito negli Stati Uniti.
- Aut-aut sul Cessate il Fuoco: Trump ha avvertito che, senza un accordo formale entro mercoledì, il cessate il fuoco potrebbe non essere esteso.
Gelo con Israele: lo “shock” di Netanyahu
Mentre Washington dialoga con Teheran, i rapporti con l’alleato storico Israele si incrinano. Secondo media americani, il Primo Ministro Netanyahu e il suo gabinetto sarebbero rimasti “scioccati” da alcune dichiarazioni social del Presidente Trump.
Al centro della polemica, il post in cui Trump rivendica di aver proibito a Israele di bombardare il Libano. Tel Aviv ha immediatamente richiesto chiarimenti formali alla Casa Bianca, evidenziando una frattura senza precedenti nel coordinamento tra i due governi proprio nel momento più critico della crisi mediorientale.
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