Si allarga l’inchiesta sulla morte di un paziente, avvenuta dopo un calvario clinico che ha visto coinvolti due diversi presidi ospedalieri: quello di Canicattì e quello di Caltanissetta. La moglie della vittima ha presentato un esposto formale alla magistratura, denunciando una gestione sanitaria che, a suo avviso, sarebbe stata segnata da gravi omissioni e negligenze in entrambe le strutture.
Nell’atto di denuncia-querela, i familiari ricostruiscono le tappe del ricovero, sollevando dubbi legittimi sulla qualità dell’assistenza ricevuta sin dalla prima fase della degenza. Secondo quanto esposto, il quadro clinico dell’uomo sarebbe stato compromesso da infezioni contratte durante il periodo ospedaliero, le quali non sarebbero state né adeguatamente prevenute né tempestivamente trattate.
Le contestazioni riguardano un arco temporale critico, durante il quale il paziente sarebbe stato trasferito da Canicattì al nosocomio di Caltanissetta. La vedova punta il dito contro un presunto “vuoto” assistenziale e diagnostico, sostenendo che segnali d’allarme non siano stati colti dai sanitari che si sono avvicendati nella cura del congiunto.
A complicare ulteriormente il quadro vi è un’anomalia documentale segnalata dai legali: l’assenza, all’interno della documentazione consegnata alla famiglia, del diario infermieristico. Si tratta di un elemento probatorio fondamentale per ricostruire cronologicamente la somministrazione delle terapie, il monitoraggio dei parametri vitali e ogni intervento effettuato sul paziente durante la degenza.
Per evitare che le prove possano essere alterate o disperse, la famiglia ha avanzato un’istanza urgente presso la Procura della Repubblica, richiedendo il sequestro immediato delle cartelle cliniche di entrambi gli ospedali. L’obiettivo della difesa è cristallizzare lo stato dei fatti affinché i consulenti tecnici della magistratura possano analizzare i documenti originali e accertare se, in una o in entrambe le strutture, siano stati commessi errori professionali o omissioni tali da determinare l’esito fatale.
Spetterà ora agli inquirenti fare chiarezza sulla vicenda, valutando l’eventuale apertura di un fascicolo per omicidio colposo o responsabilità colposa per morte in ambito sanitario, per dare risposte certe ai familiari che chiedono verità su quanto accaduto.
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