Si allarga il focolaio familiare legato alla tragedia di Anna Rosa Bartolotta, la bambina di 4 anni deceduta la scorsa settimana all’Ospedale dei Bambini “Di Cristina” per le complicanze di una sospetta infezione da difterite.
I risultati dei circa quaranta tamponi effettuati dal Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Palermo sulla rete dei contatti stretti hanno evidenziato la positività al batterio per una decina di familiari della piccola, per lo più minori (tra cui il cuginetto coetaneo, già ricoverato in via precauzionale ma in netto miglioramento).
Le condizioni dei familiari e il ruolo del vaccino
I medici e le autorità sanitarie rassicurano sulle condizioni dei soggetti risultati positivi: sono tutti in buone condizioni di salute, asintomatici e al momento non presentano quadri clinici di gravità.
La ragione principale della mancanza di sintomi gravi risiede nella copertura vaccinale: tutti i familiari risultati positivi avevano completato il ciclo o ricevuto almeno una dose del vaccino antidifterico, sviluppando così un livello di anticorpi protettivi in grado di neutralizzare l’azione della tossina.
A differenza dei parenti, la piccola Anna Rosa – secondo quanto ricostruito dagli accertamenti della Procura di Palermo e della Procura per i Minorenni – non era stata sottoposta alle vaccinazioni obbligatorie. Per i parenti risultati positivi è stato comunque disposto l’isolamento contumaciale previsto dai protocolli di profilassi, in attesa della completa negativizzazione e per evitare l’ulteriore propagazione del batterio.
Le indagini epidemiologiche e giudiziarie
L’Azienda Sanitaria Provinciale prosegue a ritmo serrato l’indagine epidemiologica con l’obiettivo di individuare il “paziente zero” e tracciare l’intera catena del contagio tra amici, parenti e strutture sanitarie entrate in contatto con la bambina nelle fasi antecedenti al decesso.
Parallelamente va avanti l’inchiesta giudiziaria coordinata dalla Procura di Palermo: per la giornata di mercoledì 26 agosto è stata fissata l’autopsia presso l’Istituto di Medicina Legale del Policlinico, un passaggio fondamentale che, unitamente agli esami di laboratorio condotti dall’Istituto Superiore di Sanità, confermerà ufficialmente il nesso causale tra l’infezione da Corynebacterium diphtheriae e il decesso della minore.
Effetto vaccinazioni a Palermo
La vicenda ha riacceso i riflettori su una patologia eradicata da tempo in Italia grazie alla copertura vaccinale di massa, generando un forte impatto sulla cittadinanza. Negli ultimi giorni si è registrato un sensibile incremento della domanda di vaccinazioni nei centri dell’Asp di Palermo, con una crescita delle prenotazioni e delle somministrazioni (superiore al 10%) e una forte affluenza da parte di famiglie che intendono regolarizzare il calendario vaccinale dei propri figli.
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