La diplomazia internazionale trattiene il respiro.
Il previsto viaggio del Vicepresidente americano, JD Vance, verso la capitale pakistana è stato ufficialmente messo in “pausa”. La decisione è arrivata nelle ultime ore dopo che Teheran, secondo fonti dell’amministrazione USA citate da Reuters e dal New York Times, non ha fornito alcuna risposta formale alle ultime posizioni negoziali trasmesse da Washington.
Un dialogo sul filo del rasoio
La missione di Vance era considerata cruciale per dare seguito al secondo round di colloqui mirati a stabilizzare la regione dopo mesi di altissima tensione. Tuttavia, il silenzio di Teheran ha congelato la partenza dell’Air Force Two.
– Il motivo dello stallo: I funzionari americani attendono un “segnale chiaro” che i negoziatori iraniani siano pienamente autorizzati dalla Guida Suprema a stringere un accordo.
– La posizione iraniana: Fonti vicine a Teheran suggeriscono che le pressioni interne dei Pasdaran (le Guardie della Rivoluzione) stiano spingendo per una linea più dura, chiedendo la fine immediata del blocco navale nello Stretto di Hormuz prima di sedersi nuovamente al tavolo.
Missione sospesa, non cancellata
Nonostante lo stop, la Casa Bianca ha precisato che la missione non è stata cancellata. La delegazione americana, che comprende anche l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, resta pronta a partire “da un momento all’altro” qualora arrivasse un’apertura da parte del governo iraniano.
Nel frattempo, a Islamabad, fervono i preparativi di sicurezza. La città è blindata, con trasporti pubblici sospesi e misure eccezionali per accogliere i diplomatici, a testimonianza di quanto il Pakistan stia investendo nel suo ruolo di mediatore.
L’ombra del cessate il fuoco
Il tempismo è critico. Il fragile cessate il fuoco di due settimane è in fase di scadenza. Il Presidente Donald Trump ha alternato toni ottimisti a moniti severi:
“Spero in un accordo equo che permetta loro di ricostruire il Paese, ma non avranno mai l’arma nucleare. Se non ci sarà un’intesa, l’esercito è pronto.”
Mentre Washington ha unilateralmente spostato la scadenza della tregua alla serata di mercoledì per concedere un’ultima finestra diplomatica, i media di stato iraniani hanno ribadito che, per loro, il termine resta quello originale, aumentando il rischio di un vuoto operativo che potrebbe portare a nuove ostilità.
Cosa aspettarsi nelle prossime ore?
Le prossime 24 ore saranno decisive. Gli analisti monitorano due fronti:
- La risposta di Teheran: Se la delegazione guidata da Mohammad Bagher Ghalibaf confermerà la presenza a Islamabad.
- Il decollo di Vance: Il via libera al volo del Vicepresidente sarà il segnale definitivo che un punto d’incontro è stato trovato, almeno per iniziare la discussione.
Per ora, la diplomazia resta ferma sulla pista di decollo, in attesa di un segnale che potrebbe cambiare il corso del conflitto in Medio Oriente.
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