Si sono chiuse le urne per la tornata delle elezioni amministrative in Sicilia, che ha visto il coinvolgimento di circa 930 mila elettori in 71 comuni dell’isola, inclusi tre capoluoghi di provincia strategici: Messina, Enna e Agrigento.
A livello regionale, l’affluenza definitiva si è attestata intorno al 58,79%, registrando un calo rispetto alle precedenti elezioni comunali, in linea con il trend di flessione nazionale. Nonostante la complessità del quadro politico e le frammentazioni interne alle coalizioni della vigilia, lo spoglio ha già delineato verdetti chiari, confermando storiche egemonie familiari e clamorosi ritorni.
Il caso Raffadali: Continua la “dinastia” Cuffaro con Ida Sindaco
Il dato politico e di costume più eclatante della provincia di Agrigento arriva da Raffadali, storica roccaforte e paese d’origine della famiglia Cuffaro. Con la bocciatura del terzo mandato all’Assemblea Regionale Siciliana che ha impedito la ricandidatura del sindaco uscente Silvio Cuffaro, il testimone è passato alla nuova generazione.
Ida Cuffaro, esponente della Nuova Democrazia Cristiana, figlia di Giuseppe e nipote sia del sindaco uscente Silvio che dell’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, è stata eletta sindaco con un vero e proprio plebiscito. Con lo scrutinio ormai consolidato all’80%, Ida Cuffaro ha travolto gli avversari ottenendo circa l’80% delle preferenze (oltre 1.600 voti), staccando nettamente la candidata dell’area progressista Sabrina Mangione (ferma a poco più di 420 voti) e il terzo sfidante Francesco Milisenda. A Raffadali l’affluenza si è attestata al 53%, confermando che, nonostante i recenti scossoni giudiziari nazionali che hanno sfiorato il leader della DC, il legame della famiglia Cuffaro con il territorio resta inscindibile.
Messina: Trionfo e riconferma per Basile al primo turno
Il verdetto più netto tra i grandi centri arriva da Messina, dove non sarà necessario il turno di ballottaggio. Il sindaco uscente Federico Basile, sostenuto fortemente dal leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca e da una fitta rete di liste civiche e movimenti territoriali, ha travolto gli sfidanti superando ampiamente la soglia del 50% richiesta (le proiezioni lo attestano oltre il 53%). La coalizione di centrodestra guidata da Marcello Scurria e il campo progressista non sono riusciti a scalfire la roccaforte del “deluchismo” nello Stretto.
Enna: Il clamoroso ritorno di Mirello Crisafulli
Ad Enna si consuma una delle sorprese e dei ritorni politici più rilevanti della tornata. L’ex senatore Mirello Crisafulli, figura storica della sinistra e del Partito Democratico ennese, ha già avviato i festeggiamenti con i propri sostenitori prima del consolidamento definitivo dei dati ufficiali. Crisafulli ha beneficiato del crollo del centrodestra locale, che si presentava frammentato attorno alla figura di Ezio Massimo De Rose. Per il candidato civico Filippo Fiammetta non c’è stato margine.
Agrigento: Si profila il ballottaggio tra Sodano e Alonge
Scenario differente e ad altissima tensione nel capoluogo di provincia, Agrigento, dove l’eredità del sindaco uscente Francesco Miccichè si deciderà, con ogni probabilità, al secondo turno. Nello spoglio si sta registrando un serrato testa a testa. Michele Sodano (ex deputato, sostenuto dal Movimento 5 Stelle e da forze civiche di area progressista) risulta in vantaggio, ma le sue percentuali oscillano sotto la soglia del 40%, necessaria in Sicilia per l’elezione diretta al primo turno. A contendergli la poltrona più alta di Palazzo dei Giganti c’è Alonge, sostenuto dal centrodestra, preannunciando due settimane di intensa campagna elettorale prima del ballottaggio dell’8 giugno.
Il quadro nei comuni maggiori e le sfide future
Oltre ai capoluoghi, fari puntati sui grandi centri storici al voto in questa tornata:
- Marsala e Carini: lo spoglio procede a rilento, focalizzando lo scontro tra l’asse tradizionale del centrodestra e i candidati espressione delle forze civiche e del centrosinistra.
- Bronte: si segnala, oltre all’aspetto politico, una denuncia da parte della Polizia nei confronti di un cittadino sorpreso a fotografare la propria scheda all’interno della cabina elettorale.
I primi dati confermano che il voto amministrativo in Sicilia si muove su binari fortemente legati ai territori e alle singole personalità carismatiche, capaci di scardinare o blindare (come nei casi di Messina, Enna e Raffadali) i tradizionali blocchi di coalizione nazionali.
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