Un milione di euro per progettare il quarto Policlinico regionale. Destinazione: Enna. L’emendamento porta la firma di un deputato del PD ed è passato con il voto compatto del centrodestra.
Quando maggioranza e opposizione votano unite, vuol dire che dietro c’è un territorio che sa farsi valere. Non c’è da stupirsi.
La politica ennese ha dimostrato, ancora una volta, di essere concreta, organizzata, capace di portare a casa il risultato. Il problema è quanto questo risultato sia giustificato dai fatti.
I numeri dicono altro. L’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta è DEA di secondo livello; quello di Enna è di primo livello.
A Caltanissetta esiste già un corso di Medicina dell’Università statale di Palermo; a Enna c’è la Kore, università non statale che vive in larga parte di risorse pubbliche regionali.
Se i criteri fossero la complessità ospedaliera e la presenza di un ateneo pubblico, la scelta sarebbe stata un’altra. Evidentemente i criteri sono stati diversi.
Il punto, però, non è Enna. Siamo noi.
Da una parte c’è una classe dirigente che lavora in squadra, pianifica, costruisce alleanze trasversali. Dall’altra la nostra: assente quando serve, divisa quando conta, incapace di difendere ciò che il territorio già possiede.
Eppure continuiamo a votarla e a rivotarla. Le responsabilità, alla fine, sono anche di chi elegge.
Protestare non basta più. Le manifestazioni servono a esprimere indignazione, ma non cambiano una decisione già presa in Aula. A questo punto conviene smettere di rincorrere e cominciare a proporre. Serve un progetto che coinvolga Caltanissetta in modo strutturale, tenendo insieme tre pilastri: l’università, il policlinico e l’aeroporto intercontinentale del centro Sicilia.La proposta: una regia unica per la Sicilia centrale.
Come ho scritto in un articolo di pochi giorni fa, occorre una cabina di regia permanente con sede di coordinamento tra le province di Caltanissetta, Agrigento ed Enna. Tre territori che finora si sono fatti la guerra per le briciole devono diventare un unico sistema strategico, capace di trattare con Palermo e con Roma da una posizione di forza.
La competizione tra campanili ci ha resi tutti più deboli. L’unica alternativa all’irrilevanza è smettere di dividerci e cominciare a contare insieme.
Salvatore Giunta
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