Mentre in diverse città della Sicilia, con Agrigento in prima fila, si registra una forte mobilitazione attraverso iniziative concrete e strutturate per arginare il fenomeno del randagismo, dalle campagne straordinarie di microchippatura gratuita alla promozione attiva delle sterilizzazioni e delle adozioni, a Caltanissetta la macchina amministrativa sembra essersi inceppata nella palude degli annunci.
A fare le spese di questo immobilismo non sono solo gli animali, privati di una gestione coordinata, ma i cittadini nisseni, che assistono a un paradosso sia gestionale che economico.
I numeri parlano chiaro e descrivono un vero e proprio cortocircuito finanziario. La spesa per il mantenimento, il ricovero e la custodia dei cani randagi nelle strutture convenzionate ha oramai superato la cifra monstre di 900 mila euro all’anno. Una emorragia continua di denaro pubblico, con picchi mensili che oltrepassano regolarmente i 75 mila euro, che fotografa una gestione basata esclusivamente sull’emergenza e mai sulla prevenzione.
Una cifra enorme se moltiplicata per le centinaia di esemplari presenti sul territorio, alimentata continuamente da nuove cucciolate che si potrebbero evitare con una seria programmazione.
L’ultimo atto formale in ordine di tempo è il Protocollo d’Intesa siglato tra l’Amministrazione comunale e l’ASP per l’avvio di un ambulatorio in contrada Firrio, accompagnato dai proclami dell’assessore di turno, sulla costituzione dell’albo dei volontari.
Intenzioni lodevoli, che però si scontrano con una realtà d’emergenza perenne e con i ritardi di un regolamento che fatica a trovare lo slancio definitivo. Nel frattempo, le casse del Comune continuano a svuotarsi.
Sul sito del Comune il 16 gennaio 2026 si leggeva dell’accordo tra Comune e ASP per il contrasto al randagismo.
Il Comune di Caltanissetta e l’ASP hanno siglato infatti un Protocollo d’Intesa di cinque anni, rinnovabile per altri cinque, finalizzato alla prevenzione del randagismo, alla riduzione dei cani nei rifugi e alla tutela degli animali d’affezione. Per le attività sanitarie e di sterilizzazione, il Comune ha messo a disposizione l’ambulatorio di Contrada Firrio, occupandosi della gestione ordinaria della struttura, delle utenze, della sicurezza e del personale non veterinario per l’assistenza agli animali.
Il progetto prevede anche il coinvolgimento delle associazioni animaliste, l’incentivazione di adozioni consapevoli e l’avvio di campagne di informazione per i cittadini sul possesso responsabile, sulla microchippatura e sulla prevenzione dell’abbandono.
Gli assessori dichiararono:
L’ex assessore al Benessere animale Matilde Falcone dichiarò:
“Riteniamo fondamentale tutelare tutti gli animali e in particolare quelli vaganti, che possono causare una riproduzione incontrollata ed essere un pericolo per sé e, se aggressivi, per i cittadini. Il nostro obiettivo è quello di lavorare in sinergia con il direttore generale dell’ASP Salvatore Lucio Ficarra e con l’associazionismo animalista per assicurarci che ci siano luoghi e professionisti idonei a prendersi cura degli animali e, al contempo, far comprendere ai cittadini le corrette modalità di azione in caso di necessità. Sono orgogliosa di annunciare una grande conquista per la nostra città, auspicata a lungo da tutti coloro che hanno a cuore gli amici a quattro zampe: il servizio di Pronto Soccorso Veterinario. Nella struttura di via Firrio sarà attivato, infatti, un servizio di raccolta e di primo soccorso degli animali feriti e bisognosi di cure e trasferimento al Pronto Soccorso Veterinario dell’ASP Caltanissetta. Un servizio attivo 24 ore su 24 grazie alla reperibilità dei medici che indirizzeranno gli animali verso esami diagnostici o coordineranno interventi terapeutici e chirurgici”.
L’assessore al Patrimonio, Guido Delpopolo aggiunse:
“In armonia con le linee guida della normativa regionale e con lo stesso Protocollo d’Intesa, abbiamo trovato tempestivamente una sede adeguata per il funzionamento di questo importante servizio. L’Amministrazione, di concerto con l’ASP, ha individuato nell’ex scuola di via Firrio il locale più idoneo ai fini del soccorso degli animali feriti e per rispondere all’esigenza di contenere il fenomeno del randagismo e allo stesso tempo ottimizzare le risorse economiche dell’Ente”.
L’assessore ai Lavori Pubblici, Calogero Adornetto concluse dicendo:
“La Direzione II dell’Ente, in congruenza con la progettualità dell’ASP, coordinerà l’esecuzione di tutti quei lavori necessari al ripristino e alla rinnovamento dei locali in C/da Firrio, così da garantire al personale che lavorerà presso questa struttura un ambiente ottimale per provvedere alla cura e alla gestione degli animali. Si tratta di un’opera importante e necessaria, nonché in linea con gli obiettivi del nostro programma elettorale”.
Sul fronte opposto, il consigliere comunale Armando Turturici ha mosso delle proposte sulla gestione del fenomeno, evidenziando tre criticità principali uno stallo amministrativo, denunciando forti rallentamenti burocratici nell’evasione delle pratiche, in particolare per quanto riguarda il recupero degli animali e l’iter delle richieste di adozione dal canile, ha contestato per l’ancora non apertura dell’ambulatorio veterinario pubblico di contrada Firrio, una situazione che sta bloccando e penalizzando le fondamentali attività di microchippatura e sterilizzazione e ha richiesto. interventi concreti come l’avvio di un censimento dei cani di proprietà (con particolare attenzione a quelli non sterilizzati) e l’erogazione di appositi voucher comunali per sostenere economicamente i cittadini nelle sterilizzazioni. Le critiche del consigliere ad oggi non hanno avuto risposte dal neo assessore Michele Cristian Genovese.
Ma mentre Caltanissetta spende cifre esorbitanti per “rincorrere” il problema senza risolverlo, altre realtà, come ad esempio Agrigento e Mussomeli, dimostrano che l’azione e la mobilitazione sul territorio portano a risultati diversi:
Ad Agrigento si sono mobilitati investono in task force concrete con i servizi veterinari dell’Asp per bloccare la riproduzione incontrollata, con iniziative come le giornate di microchippatura gratuita sul territorio,, informando sulle responsabilità dell’abbandono con campagne di sensibilizzazione e sinergie con le associazioni di volontariato per favorire le adozioni, svuotando i canili e riducendo drasticamente i costi fissi per la collettività.
A Mussomeli il sindaco Catania sul tema si è impegnato sino all’ultimo giorno del suo mandato, mettendo online una nuova piattaforma dedicata alla presentazione dei cani randagi del comune di ricoverati presso il canile rifugio, con l’obiettivo di incentivare le donazioni.
“Un’iniziativa che guarda al cuore, ma anche al buon senso amministrativo”.
Favorire l’adozione dei cani significa infatti raggiungere due obiettivi importanti, dare una casa, una famiglia e una nuova vita ad un cane abbandonato, e ridurre i costi a carico dei cittadini.
Un piccolo gesto può cambiare la vita di un cane e contribuire concretamente al bene della comunità.
A Caltanissetta quegli oltre 900 mila euro spesi ogni anno rappresentano una montagna di denaro che viene letteralmente sottratta ai servizi di Caltanissetta.
Si tratta di risorse che potrebbero essere dirottate su capitoli di spesa cruciali e drammaticamente carenti.
Continuare a gestire il randagismo come un costo fisso assistenziale e non come un problema strutturale da risolvere non è più tollerabile.
Di fronte a una Sicilia che si mobilita e cambia passo, i cittadini di Caltanissetta non possono più pagare il prezzo di una politica che dopo gli impegni presi e gli annunci fatti si ferma. Ad Maiora
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