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Escalation in Libano: l’esercito israeliano supera il Litani e conquista la roccaforte di Beaufort

Last updated: 31/05/2026 15:57
By Redazione 38 Views 6 Min Read
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Parigi chiede il Consiglio di Sicurezza ONU​Nuova e drammatica svolta nel conflitto in Medio Oriente.

Le forze armate israeliane (IDF) hanno oltrepassato il fiume Litani, assumendo il controllo dello storico e strategico castello di Beaufort.

Il premier Netanyahu ordina l’estensione delle operazioni: “Consolidiamo la presa sui territori di Hezbollah”.

La Francia accusa Tel Aviv di violare il diritto internazionale e il cessate il fuoco.​

La situazione nel Sud del Libano precipita rapidamente verso una nuova fase di aperto conflitto a tutto campo.

A poco più di un mese dall’accordo sul cessate il fuoco siglato lo scorso 17 aprile, le truppe dell’IDF (Forze di Difesa Israeliane) hanno varcato la linea del fiume Litani e hanno conquistato l’iconica rocca del castello di Beaufort, issando sulla vetta la bandiera israeliana.​

L’annuncio di Tel Aviv e il valore strategico di Beaufort​La conferma dell’avvenuta presa della fortezza,un sito altamente conteso e dal fortissimo valore simbolico e militare. è arrivata direttamente dal ministro della Difesa israeliano, Israel Katz.

Attraverso un messaggio social, Katz ha ricordato il sacrificio dei soldati della Brigata Golani caduti in quel medesimo luogo 44 anni fa (durante l’operazione “Pace in Galilea” del 1982), celebrando il ritorno dei reparti sulla vetta:​”Questo è un messaggio chiaro ai nostri nemici: chi minaccia i cittadini di Israele perderà i suoi beni strategici uno dopo l’altro.

La campagna non è ancora finita, siamo determinati a schiacciare la forza di Hezbollah e a garantire la sicurezza ai residenti del Nord”.​La mossa è tutt’altro che simbolica.

Secondo quanto analizzato da fonti giornalistiche internazionali come Al Jazeera, il controllo di Beaufort permette a Israele di tagliare di netto le vie di rifornimento che collegano la valle della Bekaa occidentale al distretto di Nabatieh e all’intera regione meridionale libanese, bloccando di fatto la principale arteria stradale verso le città costiere di Sidone e Tiro.

​A dare ulteriore spinta all’offensiva sono state le parole del Primo Ministro Benjamin Netanyahu, il quale ha formalmente incaricato l’IDF di ampliare i propri orizzonti operativi: “Ho dato istruzioni di estendere la manovra in Libano.

Il mio ordine è di consolidare ed estendere la nostra presa sui territori che erano sotto il controllo di Hezbollah”.​

Evacuazioni di massa e raid aerei​Nel frattempo, la macchina militare israeliana ha intimato lo sgombero immediato di tutta la popolazione civile residente a sud del fiume Zahrani.

Il portavoce in lingua araba dell’IDF ha diffuso mappe e avvisi urgenti, giustificando le imminenti e pesanti operazioni belliche come una risposta obbligata “alle violazioni dell’accordo di cessate il fuoco commesse dall’organizzazione terroristica Hezbollah e ai suoi attacchi contro il fronte interno israeliano”.​

La tensione sul campo si traduce anche in un incremento dei bombardamenti: nelle ultime ore un raid aereo israeliano ha colpito le adiacenze di un ospedale nella città costiera di Tiro.

Il bilancio provvisorio fornito dal ministero della Salute libanese parla di almeno 13 membri del personale sanitario rimasti feriti.

Le autorità di Beirut sono tornate a lanciare un accorato appello alla comunità internazionale affinché si ponga un freno immediato all’espansione dei raid.

L’improvvisa accelerazione militare israeliana ha subito innescato una dura reazione diplomatica da parte di Parigi.

Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha condannato fermamente l’avanzata di Tel Aviv definendola un “grave errore” che calpesta apertamente sia il diritto internazionale, sia i patti bilaterali.

La Francia ha pertanto richiesto con la massima urgenza una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nel tentativo di congelare le ostilità e preservare la fragilissima tregua che era stata faticosamente raggiunta a metà aprile.

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