Raid statunitensi nella notte sul territorio iraniano. Pezeshkian parla di “guerra totale”, mentre la tensione cresce con il blocco navale degli Houthi e gli scontri in Cisgiordania.
In un clima di tensione sempre più acceso tra Washington e Teheran, la crisi mediorientale raggiunge un nuovo punto critico. Dopo la nona notte consecutiva di raid aerei condotti dalle forze statunitensi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha inviato un avvertimento durissimo attraverso i propri canali social: «Ogni volta che l’Iran ucciderà un soldato americano, pagherà per quella morte molte volte tanto».
Secondo quanto reso noto dal Tycoon, la direttiva di massima risposta è già stata formalmente trasmessa ai vertici della difesa e delle forze armate statunitensi, tra cui il Segretario alla Guerra Pete Hegseth e il Capo dello Stato Maggiore congiunto Daniel Caine.
La risposta di Teheran e le esplosioni nel sud dell’Iran
La reazione delle autorità iraniane non si è fatta attendere. Il presidente Masoud Pezeshkian ha accusato gli Stati Uniti di spingere la regione verso un conflitto aperto, dichiarando che Teheran è pronta ad affrontare una «guerra totale con gli Stati Uniti».
Nel frattempo, fonti locali e l’agenzia di stampa iraniana Mehr News riportano che forti esplosioni sono state avvertite nelle province meridionali di Hormozgan e Fars, aree strategiche per la presenza di infrastrutture militari e costiere lungo il Golfo Persico.
Il fronte regionale: Houthi e Cisgiordania
Il conflitto continua ad allargarsi su più fronti:
- Blocco marittimo Houthi: I ribelli yemeniti Houthi hanno dichiarato l’imposizione di un blocco navale nei confronti dell’Arabia Saudita, minacciando ulteriormente la sicurezza dei traffici commerciali e petroliferi nell’area.
- Tensioni in Cisgiordania: Parallelamente ai raid aerei nel Golfo, si registra un’ondata di violenze nei territori occupati della Cisgiordania, legata a nuovi attacchi e scorrerie condotti dai coloni israeliani contro le comunità locali.
L’intero scacchiere mediorientale rimane in uno stato di massima allerta, con la diplomazia internazionale a caccia di spazio per frenare una spirale di violenza che rischia di trascinare la regione in un conflitto di proporzioni inedite.
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