Stefano Donnarumma è pronto a rassegnare le proprie dimissioni dalla guida del Gruppo Ferrovie dello Stato. L’accelerazione decisiva è arrivata al termine di un atteso faccia a faccia svoltosi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) con il vicepremier e ministro Matteo Salvini. Il manager rimarrà formalmente in carica ancora per qualche giorno, il tempo strettamente necessario per chiudere i dossier più urgenti ancora aperti sul tavolo del gruppo.
I motivi dell’addio: tra obiettivi PNRR e disagi sulla rete
Sebbene le note ufficiali delle scorse ore parlino di una conclusione consensuale e anticipata del mandato per inaugurare la cosiddetta “Fase 2” dell’azienda ferroviaria nazionale, l’addio giunge in un momento di fortissima tensione e pressione politica.
Nelle ultime settimane la rete italiana è stata flagellata da una serie di criticità operative croniche: guasti frequenti, ritardi e pesanti rallentamenti che hanno colpito pesantemente sia i treni ad Alta Velocità che il trasporto regionale. Un caos logistico generalizzato – acuito dall’apertura contemporanea di oltre 1.300 cantieri giornalieri su tutto il territorio – che ha inevitabilmente indotto il Ministero vigilante a spingere per un profondo cambio di rotta nella governance.
Dall’altro lato, il bilancio operativo tracciato dal Ministero mette al sicuro i target finanziari e strutturali più urgenti. Il gruppo FS ha infatti registrato un volume complessivo di investimenti vicino ai 25 miliardi di euro legati al PNRR, centrando i target previsti e riportando in positivo (con un utile di circa 30 milioni di euro) l’ultimo bilancio d’esercizio dell’azienda. Risultati che hanno incassato il formale ringraziamento di Matteo Salvini a Donnarumma e agli oltre 90mila dipendenti del gruppo.
Il toto-nomi per la successione
Con l’uscita del manager romano, l’orientamento chiaro dell’esecutivo e del Mit è quello di affidare le redini di Ferrovie dello Stato a una figura con una forte expertise interna, evitando contraccolpi strategici in una fase cruciale per i trasporti.
Il nome in assoluto più accreditato in queste ore è quello di Gianpiero Strisciuglio, attuale Amministratore Delegato e Direttore Generale di Trenitalia, profilo tecnico e profondo conoscitore della macchina aziendale e dei complessi equilibri della rete ferroviaria italiana.
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