Soddisfatta la portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia
Il ministro israeliano per la Sicurezza nazionale Ben Gvir, stando a quanto riporta corriere.it, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Roma, per aver deriso gli attivisti della Flotilla, prelevati ingiustamente in acque internazionali e portati al porto di Ashdod, dove hanno subito violenze e maltrattamenti. Tra i reati ipotizzati, ci sarebbero quello di tortura e sequestro di persona. Per il Corriere inoltre, tra i nomi al vaglio dei pm Stefano Opilio e Lucia Lotti, ci sarebbero anche quelli del ministro della Difesa Israel Katz, quello del comandante della Marina Eyal Harel, il capo di Stato maggiore Eyal Zamir e il commissario del Servizio penitenziario Kobi Yaakobi.
Come riporta Sky Tg24, la portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia, ha espresso soddisfazione per la notizia: “È sacrosanto che ci sia un’indagine a suo carico per quel video, per quel comportamento nei confronti degli attivisti, ma non dobbiamo dimenticare che Ben-Gvir è un ministro del governo Netanyahu, è espressione di un sistema sionista di quel governo”.
LA REAZIONE DI BEN GVIR
“Israele non è un sacco da boxe per una banda di bugiardi sostenitori del terrorismo che inventano calunnie e menzogne contro i nostri combattenti”, ha dichiarato il ministro secondo The Times of Israel. “Non mi lascio intimidire da questo tipo di indagine e continuerò a stare orgogliosamente al fianco dei nostri combattenti”.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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