CALTANISSETTA 10/07/2026 – Si apriranno il prossimo 22 settembre le porte del Tribunale di Caltanissetta per il processo a carico di Michele Mancuso, deputato regionale di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana (ARS), e del coimputato Lorenzo Tricoli. Il Giudice per le indagini preliminari ha infatti disposto il giudizio immediato per i principali protagonisti dell’inchiesta che lo scorso febbraio ha scosso la politica nissena e regionale.
L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Caltanissetta e coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ruota attorno a un presunto giro di corruzione e truffa aggravata legata al conseguimento di erogazioni pubbliche.
L’atto d’accusa: la presunta tangente e i fondi per gli spettacoli
Secondo l’impianto accusatorio, il deputato forzista avrebbe ricevuto una tangente di 12.000 euro, corrisposta in tre distinte tranche. Il denaro sarebbe servito come “corrispettivo” per favorire l’associazione Gentemergente, permettendole di ottenere un finanziamento pubblico regionale di ben 98.000 euro, stanziato nell’ambito dei fondi destinati a eventi e spettacoli nella provincia di Caltanissetta (tra cui il cosiddetto “Settembre nisseno”).
In questo contesto, la figura Lorenzo Tricoli emerge come centrale secondo gli investigatori: l’accusa lo individua come il presunto intermediario e promotore dell’accordo illecito. Tricoli avrebbe infatti gestito i contatti e i passaggi di denaro tra i rappresentanti dell’associazione e il parlamentare regionale per sbloccare i fondi.
Oltre al reato di corruzione contestato a Mancuso e Tricoli, l’inchiesta vede coinvolte altre quattro persone. Agli altri indagati (tra cui i rappresentanti legali dell’associazione) viene contestata anche la truffa aggravata ai danni della Regione Siciliana: gli inquirenti ritengono infatti che circa 49.000 euro del finanziamento pubblico siano stati giustificati e rendicontati attraverso l’utilizzo di fatture per operazioni e costi considerati del tutto fittizi.
Il percorso giudiziario verso l’aula
Sia il parlamentare regionale che Tricoli erano stati posti alla misura cautelare degli arresti domiciliari, poi Tricoli finì in carcere a causa di accertate violazioni delle prescrizioni connesse alla misura meno restrittiva dei domiciliari.
A metà febbraio, provvedimento che era stato poi confermato anche dalla Corte di Cassazione, la quale aveva respinto i ricorsi delle difese ritenendo solidi gli elementi raccolti dagli investigatori tramite intercettazioni telefoniche, ambientali e videoriprese.
La Procura, ritenendo l’evidenza della prova ormai cristallizzata, ha formulato la richiesta di rito immediato – saltando così la fase dell’udienza preliminare. La prima udienza del dibattimento, in cui gli imputati avranno modo di difendersi dalle accuse e far valere la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, è stata fissata per la fine del prossimo settembre davanti al Tribunale collegiale di Caltanissetta.
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