Nuova scossa giudiziaria nel panorama politico siciliano. Al centro dell’inchiesta della Procura di Agrigento, la gestione dei finanziamenti regionali per gli eventi natalizi e presunti fondi illeciti destinati alla campagna elettorale del parlamentare meloniano.
Una trama che intreccia politica, associazioni culturali e fondi pubblici destinati alla promozione turistica. L’indagine coordinata dal procuratore Giovanni Di Leo mette sotto la lente la gestione di oltre 600.000 euro erogati per eventi legati al Natale ad Agrigento, portando alla luce un meccanismo di presunte rendicontazioni gonfiate e finanziamenti irregolari.
L’inchiesta si concentra su quattro domande di finanziamento gestite dal Distretto turistico Valle dei Templi (presieduto da Fabrizio La Gaipa) e dalla Fondazione Teatro Pirandello (diretta da Salvatore Prestia).
Secondo l’accusa, tra La Gaipa e Prestia sarebbe stato messo in atto un sistema per triplicare i fondi richiesti alla Regione e al Comune di Agrigento. Nello specifico:
– L’escamotage: Tre diversi programmi natalizi (Destinazione Agrigento Costa del Mito, Xenia Akragantos e Natale-Destinazione Agrigento) sarebbero stati presentati come distinti, quando in realtà facevano parte del medesimo complesso di eventi.
– Falsi documenti: Le rendicontazioni sono sospettate di essere incomplete o basate su documenti contabili falsi. In alcuni casi, le medesime fatture sarebbero state utilizzate per giustificare spese diverse; tra queste spiccano i costi per un concerto di Achille Lauro e il noleggio di bagni chimici.
Il nome di rilievo nell’inchiesta è quello di Lillo Pisano, deputato di Fratelli d’Italia eletto alla Camera nel 2022. La sua posizione è legata all’ipotesi di finanziamento illecito.
Secondo i magistrati, Pisano avrebbe ricevuto circa 30.000 euro nell’estate del 2022, ufficialmente registrati come “prestiti personali” da parte di Prestia e della moglie Laura Cozzo.
La Procura sostiene però che quel denaro provenisse in realtà dalle associazioni no-profit che ricevevano i fondi pubblici regionali. Il ruolo di Pisano sarebbe stato agevolato dalla sua precedente esperienza come vicecapo di gabinetto all’assessorato regionale al Turismo: la sua profonda conoscenza delle procedure di erogazione gli avrebbe permesso di “gestire a distanza” lo stanziamento dei fondi e i relativi controlli.
Oltre ai nomi principali, l’inchiesta coinvolge figure chiave che operavano dietro sigle associative:
– Salvatore Prestia e Laura Cozzo: Legati alle associazioni Carosello, Segnali, Progetti Eventi e Kerkent Eventi.
– Calogero Casuccia: Legale rappresentante di un’associazione coinvolta in attività per 110.000 euro che non risultano rendicontate.
– Antonio Mauro Migliaccio: Titolare di cariche in due associazioni e descritto come l’autista di Pisano.
L’inchiesta agrigentina ricalca per dinamiche quella palermitana dello scorso anno che ha visto coinvolti i vertici regionali di Fratelli d’Italia (il presidente dell’Ars Galvagno e l’assessora Amata).
Ancora una volta, il settore del Turismo e la gestione della spesa pubblica per grandi eventi finiscono al centro di un terremoto giudiziario che scuote la stabilità del partito di Giorgia Meloni in Sicilia.
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