Il vicepremier Tajani lancia l’allarme a Gianni Letta: «Così si distrugge il partito». Intanto la primogenita del Cavaliere avvia le consultazioni a Milano per un rinnovamento radicale.
Il clima in casa Forza Italia non è mai stato così teso. Tra i corridoi del potere romano e i vertici milanesi, l’aria che tira è quella di una vera e propria rivoluzione interna. Al centro della tempesta c’è Antonio Tajani, il segretario che ora vede vacillare gli equilibri costruiti nel post-Berlusconi sotto la pressione di una “family” decisa a cambiare passo.
Il malumore del vicepremier è esploso in un colloquio confidenziale con Gianni Letta, lo storico “pontiere” della galassia berlusconiana. Tajani è stato chiaro sostenendo che di questo passo il partito viene distrutto. Il segretario lamenta una gestione che ha messo la classe dirigente attuale sul banco degli imputati, soprattutto dopo il “siluramento” lampo di Maurizio Gasparri al Senato, sostituito in appena quindici ore da Stefania Craxi. Un segnale inequivocabile della capacità d’urto di Arcore e Segrate.
Archiviata la pratica Senato, gli occhi sono ora puntati sulla Camera. Paolo Barelli, capogruppo a Montecitorio e fedelissimo di Tajani, è il prossimo “indiziato speciale” per la sostituzione. I numeri parlano chiaro, su 54 deputati, solo 11 sono pronti a fare le barricate per lui, mentre il doppio sarebbe già pronto a firmarne la rimozione.
Tajani ha provato a fare scudo, arrivando a minacciare le dimissioni in caso di caduta di Barelli, ma la partita si gioca a Milano dove Marina Berlusconi ha già avviato un giro di consultazioni: incontrerà a breve Tajani, ma anche ministri come Elisabetta Casellati e Paolo Zangrillo, finora rimasti in un silenzio strategico.
A gettare benzina sul fuoco arrivano le dichiarazioni di Francesca Pascale. L’ex compagna del Cavaliere, che mantiene un filo diretto con Marina, ha sferrato un attacco frontale alla gestione del tesseramento: «Questa storia delle tessere è fasulla, servono solo a Tajani e ai suoi amici per essere riconfermati. È un’offesa alla memoria di Berlusconi, che odiava i partiti fatti col tesseramento pilotato».
La posta in gioco non è solo la leadership attuale, ma il futuro del partito. Chi controlla i capigruppo oggi, controllerà le liste elettorali per le politiche del 2027.
La famiglia Berlusconi chiede un’identità più riconoscibile, giovane e dinamica.
In questo quadro dei cambiamenti Marina Berlusconi assume la regia della fase del rinnovamento radicale”.
Dopo Pasqua, la segreteria nazionale dovrà fornire risposte. Ma la sensazione è che il tempo della diplomazia per Tajani stia per scadere, o si adegua al nuovo corso impresso da Milano, o lo scontro frontale diventerà inevitabile.
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