Dopo i saluti del dirigente scolastico Loredana Schillaci e della Prof.ssa Lavinia Napoli, l’incontro, ospitato nel Palatenda della scuola e aperto a tutta la cittadinanza, ha visto la partecipazione di studenti, docenti e curiosi, tutti riuniti per parlare di smart working e “restanza” — ovvero la scelta consapevole di restare nella propria terra, anche di fronte alle difficoltà, per contribuire alla sua rigenerazione.
A dialogare con i ragazzi sono stati Anita Torino, digital advertiser e co-fondatrice di Radica Hub, e Salvatore Rotolo, lettering designer e presidente dell’associazione.
Radica Hub – Remote Workers Club è una giovane realtà siciliana, fondata da un gruppo di 9 professionisti tra cui creativi, esperti digitali, comunicatori e designer. Il suo obiettivo è promuovere una nuova cultura del lavoro flessibile e connesso al territorio, attraverso eventi, formazione, networking e iniziative di impatto sociale.
L’incontro si è sviluppato attorno a tre obiettivi fondamentali:
- Divulgare le opportunità del lavoro da remoto, illustrando come le tecnologie digitali abbiano reso possibile lavorare da qualsiasi luogo, abbattendo le barriere geografiche e aprendo nuove possibilità occupazionali anche nei territori meno centrali;
- Stimolare gli studenti a immaginare percorsi professionali alternativi, lontani dai modelli tradizionali, puntando sull’innovazione, la creatività e l’autonomia. È stato un invito ad aprire la mente verso carriere ibride, flessibili e su misura delle proprie passioni e competenze;
- Promuovere il concetto di “restanza” come scelta attiva e generativa, ovvero la decisione consapevole di rimanere nel proprio territorio per valorizzarlo, anziché abbandonarlo. Un messaggio forte, che invita a costruire il proprio futuro senza necessariamente partire, ma contribuendo allo sviluppo locale con idee nuove, lavoro smart e spirito imprenditoriale.
Focus centrale sul lavoro da remoto come opportunità reale.
Negli ultimi anni, il lavoro da remoto si è affermato come una vera e propria rivoluzione nel mondo professionale. Non si tratta più solo di un’alternativa temporanea, ma di un’opportunità concreta per costruire carriere flessibili, sostenibili e spesso più in linea con i propri ritmi di vita. Lavorare da remoto permette di accedere a realtà internazionali senza doversi spostare, di vivere in luoghi più piccoli o periferici senza rinunciare a occasioni professionali di valore, e di conciliare meglio tempo personale e impegno lavorativo. È una possibilità reale per chi vuole rimanere nel proprio territorio, ma connesso con il mondo.
I ragazzi hanno partecipato con curiosità, facendo domande dirette e concrete: segno di un reale interesse per percorsi alternativi a quelli tradizionalmente proposti. Si è parlato di come oggi, grazie al digitale, anche mestieri meno “canonici” — dal designer digitale al copywriter, fino al project manager da remoto — possano essere non solo sostenibili, ma anche appaganti e ben retribuiti.
Perché parlare di “restanza” nelle scuole?
Parlare di restanza con i ragazzi significa offrire loro una nuova chiave di lettura del futuro. Per troppo tempo, in luoghi come la Sicilia, l’unica via per “realizzarsi” è sembrata essere quella della partenza: studiare, formarsi e poi andare via. Ma oggi, grazie al lavoro da remoto e alle tecnologie digitali, questa narrazione può cambiare.
Restare non significa rinunciare: significa scegliere. Scegliere di vivere nel proprio territorio, di contribuire al suo sviluppo, ma connessi al mondo. È possibile vivere in Sicilia e lavorare per un’azienda di Milano, Berlino o San Francisco. È possibile creare progetti locali con visione globale, attrarre talenti, fare impresa, innovare, senza dover necessariamente emigrare.
Andare nelle scuole serve proprio a questo: mostrare che si può restare senza restare fermi. Che si può essere parte del cambiamento senza abbandonare le proprie radici. E che la restanza, oggi, può essere una scelta coraggiosa, consapevole e fertile di futuro.
Questo sta facendo Radica Hub, ha costruito un format itinerante per restare, non per rinunciare.

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