Avviso per l’arresto e la perquisizione, improcedibilità. Ma il garantismo diventa autoritarismo con il fermo di polizia
Ricapitolando. Per arrestare un presunto criminale, sul quale gli investigatori hanno già indagato raccogliendo indizi di colpevolezza che giustificano la richiesta di misura cautelare, l’indagato va avvisato almeno 5 giorni prima per essere sentito dal gip che dovrà decidere se arrestarlo o meno. Con tutti i rischi connessi: dal pericolo di fuga all’inquinamento delle prove (comprese le possibili minacce ai testimoni o al denunciante).
Se poi il pm dispone una perquisizione per cercare prove materiali della condotta criminosa (ad esempio droga o un bilancino di precisione nel caso si tratti di un presunto spacciatore), la bozza di riforma al codice di procedura penale all’esame del ministro Nordio, prevede che il legale dell’indagato sia avvisato almeno due ore prima. Così, il presunto criminale avrà tutto il tempo di far sparire le prove o il corpo del reato.
Ma non finisce qui. Pensata dalla ministra della Giustizia (del governo Draghi), Cartabia, ma messa a terra (e resa operativa) dal suo successore Nordio, sia pure con alcuni correttivi che ne hanno limitato gli effetti per reati gravi, come quelli di mafia, ecco a voi l’improcedibilità. Funziona così: se dopo la sentenza di primo grado l’appello non si chiude entro due anni e la Cassazione entro un anno (prorogabili rispettivamente fino a un anno e fino a sei mesi per i giudizi più complessi) il reato diventa improcedibile. Risultato: l’imputato la fa franca, anche se colpevole, mentre la vittima, dopo il danno del reato, dovrà subire pure la beffa del sistema.
Ma che vuole signora mia! è il garantismo. Che diventa, alla bisogna autoritarismo. Se infatti un cittadino (anche incensurato) partecipa ad una manifestazione pubblica le forze di polizia potranno trattenerlo nei propri uffici, per non più di 12 ore (per fondati motivi, una formula generica che consente di fatto di fermare chiunque), se ritenuto pericoloso. Anche se il pm, una volta informato, potrà decidere di rilasciarlo.
Ora fatevi una domanda. Comprereste una riforma della giustizia usata – il primo ideologo fu il venerabile Licio Gelli della Loggia P2 – da chi ha pensato, scritto e attuato leggi così?
Fonte lanotiziagiornale.it di Antonio Pitoni
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