L’Idf: “Era un militante Hamas”. Sale a 262 il numero dei giornalisti uccisi dall’inizio della guerra
Il giornalista di Al Jazeera, Mubasher Mohammed Samir Washah, è stato ucciso nella Striscia di Gaza dopo un attacco con drone israeliano che ha colpito il veicolo su cui viaggiava. Secondo quanto riferito dalla Protezione civile di Gaza, il raid è avvenuto lungo via Al-Rashid, vicino all’incrocio con Al-Nabulsi, a ovest di Gaza City. Il missile ha centrato l’auto provocando un violento incendio: Washah è morto sul colpo insieme a un’altra persona che si trovava con lui.
Le squadre di soccorso sono intervenute per spegnere le fiamme e recuperare i corpi, poi trasportati all’ospedale Al-Shifa, operando – riferiscono le autorità locali – in condizioni estremamente difficili.
Al Jazeera: “Crimine deliberato contro i giornalisti”
La rete qatariota Al Jazeera ha condannato con fermezza l’uccisione del suo corrispondente, definendola una “flagrante violazione del diritto internazionale”. In una nota ufficiale, l’emittente sostiene che l’attacco non sia stato casuale, ma parte di una “politica sistematica di presa di mira dei giornalisti”, con l’obiettivo di impedire la copertura indipendente della guerra nella Striscia.
“Questo assassinio si inserisce nel contesto di una pericolosa escalation contro i giornalisti, volta a impedire la diffusione di un quadro veritiero di quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza”, ha dichiarato Al Jazeera.
Washah, entrato nel network nel 2018, si aggiunge a una lunga lista di reporter della stessa emittente uccisi durante il conflitto, tra cui Samer Abu Daqqa, Hamza Al Dahdouh e Anas Al Sharif.
La versione israeliana
Le Forze di Difesa Israeliane non hanno diffuso una dichiarazione ufficiale completa sull’episodio. Tuttavia, il portavoce in lingua araba, Avichay Adraee, ha scritto sui social che Washah “non era un giornalista, ma un terrorista di Hamas”, pubblicando immagini che lo ritrarrebbero armato.
Una versione che viene respinta da Al Jazeera e dalle organizzazioni giornalistiche palestinesi, che parlano, invece, di un attacco mirato contro un operatore dell’informazione.
Il filmato
Un filmato condiviso dalla scena dal collaboratore di Drop Site, Mohammed Ahmed, mostra il veicolo avvolto dalle fiamme, indicando un colpo diretto.
Sale a 262 il numero dei giornalisti uccisi
L’Ufficio stampa del governo di Gaza ha dichiarato che con la morte di Washah il numero dei giornalisti palestinesi uccisi dall’ottobre 2023 sale a 262.
L’ufficio ha chiesto alla comunità internazionale di condannare l’accaduto e avviare procedimenti nei tribunali internazionali, mentre il Sindacato dei giornalisti palestinesi ha definito l’episodio “un crimine a tutti gli effetti”, sollecitando un’indagine indipendente e urgente.
Secondo testimonianze raccolte sul campo, Washah era già sopravvissuto in passato a diversi tentativi di attacco, mentre documentava le operazioni militari nella Striscia.
Escalation anche in Libano: uccise altre due giornaliste
L’episodio si inserisce in un contesto più ampio di crescente rischio per i reporter nella regione. Nelle stesse ore, secondo media locali, raid aerei israeliani in Libano avrebbero causato la morte della giornalista di Al Manar TV, Suzanne Khalil, e della conduttrice radiofonica, Ghada Dayekh. Dall’inizio del conflitto nell’ottobre 2023, sarebbero almeno 16 i giornalisti uccisi in Libano.
Fonte TgLa7 di Vittorio Russo
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