Alta tensione tra Palermo e la gestione dei rifiuti nel Nisseno. La Regione Siciliana ha avviato una serie di serrate verifiche sulla conduzione della piattaforma integrata di contrada Timpazzo, a Gela. Al centro dello scontro c’è il blocco parziale del sito dovuto a improvvisi lavori di manutenzione straordinaria all’impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB), partiti nei giorni scorsi senza un adeguato preavviso agli uffici regionali.
Il Dipartimento regionale Acqua e Rifiuti, guidato dal direttore generale Arturo Vallone, ha contestato duramente i tempi e i modi scelti dalla società Impianti Srr (la scarl in house che gestisce la struttura). Il mancato preavviso ha infatti costretto la Regione a una corsa contro il tempo per trovare soluzioni d’emergenza e reindirizzare i rifiuti di circa quaranta Comuni delle province di Catania, Agrigento e della zona nord di Caltanissetta, che utilizzano Timpazzo come polo di riferimento. Nessun disagio, invece, si è registrato per i Comuni soci della Srr4 (con Gela in testa), che hanno continuato a conferire regolarmente sul posto.
Il Dipartimento ha informato della situazione le Prefetture di Caltanissetta, Catania e Agrigento, scaricando preventivamente la responsabilità di eventuali disservizi o emergenze sulla società di gestione. Contestualmente, è stata pretesa e ottenuta una dettagliata relazione tecnica.
La replica della Impianti Srr non si è fatta attendere. I vertici della società hanno trasmesso a Palermo il documento richiesto, specificando la natura degli interventi in corso nel TMB, che si protrarranno fino al 19 giugno.
Secondo quanto si legge nella relazione, le manutenzioni straordinarie si sono rese indispensabili per prevenire guasti e danneggiamenti che potrebbero determinare il fermo dell’impianto per periodi prolungati.
Una scelta protettiva per l’integrità del polo tecnologico, che però secondo la Regione andava pianificata con tempistiche del tutto differenti, concordando i flussi con l’assessorato per evitare di mettere in crisi i sistemi di raccolta di mezza Sicilia. Le verifiche della Regione accerteranno ora se vi siano state effettive omissioni o sottovalutazioni nella catena di comunicazione e gestione della crisi.
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