Riceviamo e pubblichiamo
Oggi, la presenza della Cgil provinciale insieme alla Cgil regionale , con il Segretario Alfio Mannino, al presidio davanti all’ospedale Vittorio Emanuele di Gela ha voluto denunciare una precisa strategia mirata all’indebolimento sistemico della sanità pubblica.
Quando i vertici aziendali e regionali continuano a replicare solo con provvedimenti emergenziali che si sono peraltro rivelati del tutto inefficaci non si tratta più di semplice cattiva gestione o di miopia amministrativa, ma di scelte precise che rischiano di spianare la strada alla privatizzazione e di negare il diritto costituzionale alla cura.
Le Direzioni Generali e la Regione non possono continuare ad adottare soluzioni tampone di fronte al progressivo smantellamento dei servizi, poiché le loro decisioni hanno determinato direttamente la desertificazione sanitaria della nostra Regione
Trasferire il personale, tagliare i servizi territoriali e smembrare i reparti chiave significa indebolire deliberatamente il pubblico per favorire la risposta privata, lasciando i cittadini senza alternative.
Serve una ricognizione reale e trasparente di tutte le unità operative e della dislocazione del personale, tarandola sui fabbisogni effettivi del territorio e non su logiche di opportunità politica.
Spostare personale medico dal Pronto Soccorso di Caltanissetta già al collasso e sotto organico per tappare le voragini del presidio di Gela significa solo indebolire un altro ingranaggio vitale della provincia.
I dati parlano chiaro: su una dotazione organica prevista presso il pronto soccorso di Caltanissetta con 18 dirigenti medici solamente cinque dirigenti medici sono effettivamente in servizio gli altri dirigenti risultano assenti a vario titolo o temporaneamente assegnati presso altre unità operative.
Risulta pertanto chiaro che in questi termini assegnare ad altra sede dirigenti medici attualmente in servizio presso il pronto soccorso di Caltanissetta non è una soluzione tampone è una soluzione disastrosa e devastante per tutta l’intera provincia e se questi dati come sono in nostro possesso sono nella disponibilità della direzione generale, non si capisce quali siano le motivazioni alla base dei trasferimenti attuati e di quelli disposti in questi giorni.
Di certo la CGIL di Caltanissetta continuerà a denunciare questa deriva, pretendendo un cambio di rotta immediato che rimetta al centro la salute delle persone e la dignità dei lavoratori sanitari.
La segretaria generale Cgil Caltanissetta – Rosanna Moncada
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