Una tentata rapina in pieno centro storico si è conclusa con l’arresto di un venticinquenne e con una scoperta inquietante: all’interno della sua abitazione, la Polizia di Stato ha sequestrato una stampante 3D, una saldatrice e diverse componenti meccaniche utilizzate per la fabbricazione e la modifica di armi clandestine.
Il tentato colpo in gioielleria
L’operazione condotta dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gela trae origine dai fatti avvenuti venerdì scorso. Un individuo, col volto celato e armato di pistola, aveva fatto irruzione all’interno di una gioielleria del centro storico.
Dopo essere entrato, il malvivente aveva lanciato uno zaino sul bancone, intimando al titolare di riempirlo con oggetti in oro. Tuttavia, il piano è sfumato grazie alla prontezza e alla risposta del gioielliere, il quale ha spiegato di non trattare quel tipo di merce. Messo alle strette e vistosi scoperto, il rapinatore ha desistito dai propri intenti, dandosi immediatamente alla fuga e facendo perdere le proprie tracce.
La svolta grazie alle telecamere e la perquisizione choc
Le indagini lampo avviate dalla squadra investigativa del Commissariato si sono basate sull’analisi meticolosa delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza dell’esercizio commerciale. Gli elementi raccolti hanno permesso ai poliziotti di stringere il cerchio attorno al sospettato, risalendo rapidamente alla sua identità.
Gli agenti si sono quindi recati presso l’abitazione del venticinquenne per una perquisizione domiciliare. All’interno della casa sono stati trovati gli stessi indumenti indossati dal rapinatore durante l’assalto alla gioielleria. Ma la vera sorpresa per gli investigatori è emersa proseguendo i controlli: in casa c’era una vera e propria officina clandestina.
Sono stati infatti sequestrati:
- Una stampante 3D, una saldatrice e un trapano verticale, ritenuti gli strumenti adoperati per riprodurre e assemblare parti d’arma;
- Una riproduzione di pistola semiautomatica;
- Componenti di armi modificate per renderle efficienti e nuovamente utilizzabili;
- Diversi caricatori completi di munizionamento.
L’arresto
Alla luce degli elementi probatori raccolti, il venticinquenne è stato tratto in arresto in flagranza di reato per fabbricazione e detenzione illegale di armi e munizionamento, oltre a essere indagato per il reato di tentata rapina. Dopo le formalità di rito in commissariato, l’uomo è stato posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
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