Riceviamo e pubblichiamo
Spettabile Redazione,
scrivo per sollecitare un intervento immediato su una questione che sta diventando una vera emergenza sociale per la nostra città: il rinnovo delle Carte d’Identità Elettroniche (CIE).
La situazione è sotto gli occhi di tutti: Ad oggi, la prima data utile per una prenotazione è fissata a dopo metà ottobre. Un’attesa di oltre quattro mesi che appare ingiustificabile, specialmente se contestualizzata all’interno di un quadro normativo che vede la scadenza definitiva delle carte cartacee fissata al 1° agosto 2026.
A tal proposito, non è passata inosservata la recente dialettica politica tra l’attuale Assessore ai Servizi Demografici, Michele Christian Genovese, e chi lo ha preceduto in quell’incarico, l’ex Assessore Matilde Falcone.
I dati sollevati dalla Falcone sono preoccupanti, si stima che siano oltre 10.000 i cittadini nisseni che dovranno obbligatoriamente effettuare il passaggio al formato elettronico entro la scadenza del 2026.
Ciò che lascia perplessi noi cittadini è la sensazione che si sia interrotto un percorso di potenziamento che sembrava già tracciato. L’ex Assessore Falcone ha infatti ricordato di aver sollecitato l’attuale amministrazione a dare continuità alle procedure avviate durante il suo mandato, quando gli sportelli erano stati portati da tre a cinque, con l’obiettivo già pianificato di attivarne un sesto.
Sorge quindi spontanea una domanda. Se esisteva una strategia per gestire l’alto volume di richieste, perché l’Assessore Genovese non ha dato seguito con vigore a quel potenziamento? Perché il progetto del sesto sportello sembra essere rimasto al palo mentre le liste d’attesa si allungano?
Mentre i comuni limitrofi, come ad esempio Sommatino, si organizzano con Open Day e aperture straordinarie il sabato per venire incontro alle esigenze della popolazione, a Caltanissetta la macchina amministrativa sembra procedere a rilento. L’invito della Falcone a proseguire con i sabati dedicati alle CIE e a massimizzare l’efficienza degli sportelli è rimasto, ad oggi, una voce inascoltata.
Caro Assessore Genovese, i cittadini non sono interessati allo scontro tra chi c’era prima e chi c’è oggi, ma ai servizi. Tuttavia, se le soluzioni erano già state individuate e parzialmente avviate, è doveroso chiederle.
Perché non si procede all’apertura di nuovi sportelli come precedentemente programmato?
Cosa osta all’organizzazione di Open Day il sabato, seguendo il modello dei comuni vicini?
Come pensa l’amministrazione di smaltire il carico di 10.000 rinnovi se la prima data utile è già proiettata a fine autunno?
Voglio augurarmi che si stia già pensando su come affrontare per risolvere questo problema.
La tecnologia dovrebbe essere uno strumento di semplificazione. Non permettiamo che la CIE diventi l’ennesimo simbolo di una burocrazia che frena la città invece di servirla.
Firmato, Un cittadino preoccupato
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