A Montecitorio scoppia la protesta contro il “freddo Polare”. Dopo che la deputata azzurra Rita Dalla Chiesa ha contratto una polmonite, si chiede un regolamento per tarare meglio le temperature dell’emiciclo.
Archiviate le ultime discussioni sulla legge elettorale, nell’Aula della Camera dei Deputati emerge un nuovo problema che sta mettendo a dura prova la salute dei parlamentari: l’eccesso di aria condizionata. Tra mal di gola, forti raffreddori e bronchiti ricorrenti, sono diverse le segnalazioni per le temperature tenute troppo basse negli ambienti dell’emiciclo.
A far esplodere la questione è stato il caso della deputata di Forza Italia Rita Dalla Chiesa, colpita da una polmonite a causa dell’aria gelida presente in Aula persino in questi primi giorni d’autunno.
La protesta e la lettera alla Presidenza
La parlamentare forzista ha deciso di andare fino in fondo alla vicenda, ventilando la possibilità di inviare — tramite il proprio legale — una lettera formale alla presidenza della Camera per chiedere spiegazioni e sollecitare un intervento sui termostati dell’impianto di refrigerazione. La vicenda ha spinto un collega di partito a riadattare in chiave ironica un noto slogan berlusconiano: “Meno aria fredda per tutti”.
Dalla Chiesa: «Nessuno chiede di spegnerla, ma servono temperature tollerabili»
Per chiarire il proprio punto di vista ed evitare fraintendimenti, Rita Dalla Chiesa è intervenuta personalmente per spiegare il senso della sua iniziativa:
«Sono stata male e tante colleghe si sono raffreddate, hanno avuto mal di gola e sono state costrette a coprirsi con sciarpe e scialli, anche questa estate. Non ho chiesto mica di togliere l’aria condizionata, come si fa altrimenti ad affrontare il caldo tropicale? Semplicemente ho proposto di aumentare la temperatura per raggiungere un freddo più tollerabile».
Con l’arrivo della stagione fredda, l’auspicio dei deputati è che la gestione del clima interno a Montecitorio venga finalmente regolata in modo ragionevole per evitare spiacevoli malanni.
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