Berlino dispone la chiusura del consolato russo a Bonn e rescinde il contratto per la Casa Russa. Mosca minaccia ritorsioni, mentre UE, NATO e Italia serrano i ranghi in una risposta unitaria contro le minacce ibride.
L’attacco sventato lo scorso 4 agosto presso l’aeroporto di Lipsia/Halle porta la firma di Mosca. È quanto sostenuto dal governo tedesco, che a seguito di un approfondito esame tecnico ha attribuito alla Federazione Russa la responsabilità diretta del drone carico di esplosivo ritrovato nello scalo merci.
L’episodio viene classificato dalle autorità di Berlino non come un evento isolato, ma come un grave atto di guerra ibrida orchestrato per destabilizzare le infrastrutture strategiche dell’Europa.
Le prove di Berlino e la risposta diplomatica
Durante una conferenza stampa congiunta, il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt e il ministro degli Esteri Johann Wadephul hanno illustrato i dettagli dell’indagine. L’analisi della componentistica del velivolo, della tecnologia di detonazione e della tipologia di carica esplosiva ha mostrato una perfetta corrispondenza con i dispositivi impiegati dalle forze e dai servizi russi nel conflitto in Ucraina e in altre operazioni coperte in Europa.
«Non siamo in uno stato di guerra formale, ma siamo quotidianamente bersaglio di attacchi ibridi diretti. La Germania si difenderà con determinazione da chiunque tenti di instillare insicurezza e minare la coesione sociale del nostro Paese», ha dichiarato il ministro Dobrindt.
Di concerto con il Cancelliere Friedrich Merz, il governo tedesco ha immediatamente disposto sanzioni e misure di sicurezza:
- Chiusura del Consolato Russo a Bonn a partire dal 18 settembre 2026.
- Rescissione del contratto per la gestione della Casa Russa a Berlino.
- Inasprimento dei controlli e delle verifiche d’ingresso per i cittadini russi e potenziamento della sorveglianza interna.
- Convocazione formale dell’ambasciatore russo a Berlino.
La replica di Mosca
La reazione del Cremlino non si è fatta attendere. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha definito le decisioni della Germania una “aperta azione anti-russa”, annunciando che Mosca risponderà proporzionalmente e con adeguate contromisure.
Fronte comune: la reazione di UE, NATO e Italia
L’accusa di Berlino ha provocato una forte presa di posizione da parte dei partner euro-atlantici, determinati a non cedere alle strategie di destabilizzazione:
- Unione Europea: La Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha garantito piena solidarietà alla Germania, affermando che «gli attacchi ibridi non rimarranno senza una risposta netta». Il tema e l’ipotesi di nuove sanzioni comunitarie saranno discussi al vertice dei ministri degli Esteri sotto la presidenza irlandese.
- NATO: Il Segretario Generale Mark Rutte ha sottolineato che le prove presentate sono inconfutabili e che «i tentativi della Russia di intimidire la NATO o minare il sostegno all’Ucraina sono vani e destinati al fallimento».
- Italia: La premier Giorgia Meloni ha ribadito la ferma solidarietà dell’Italia a Berlino: «Le azioni ibride contro uno qualsiasi degli Alleati riguardano tutti noi e saranno affrontate con una risposta unita». Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha riaffermato l’impegno italiano nel contrasto alle minacce ibride in sede europea.
- Francia: Il Presidente Emmanuel Macron ha confermato il pieno sostegno di Parigi alle misure adottate dalla Germania e all’introduzione di nuovi pacchetti sanzionatori contro Mosca.

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