Domenica di forti tensioni e pesanti verdetti elettorali nei Land tedeschi. Nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore l’estrema destra conquista il primo posto, mentre nella capitale spopola la sinistra radicale. Il cancelliere Friedrich Merz riconosce il «disastro» della CDU ma esclude le dimissioni.
La tornata elettorale di domenica 20 settembre 2026 ha restituito un’immagine nitida di una Germania profondamente polarizzata. Dalle urne del Meclemburgo-Pomerania Anteriore e della città-stato di Berlino emergono due segnali opposti nei contenuti, ma identici nella sostanza: i partiti tradizionali del centro politico continuano ad arretrare, mentre si rafforzano le forze ai margini dell’arco parlamentare.
Ultradestra al vertice nel Meclemburgo
Nel Land nord-orientale del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Alternative für Deutschland (AfD) si riconferma la forza d’attacco principale dell’opposizione di destra, piazzandosi al primo posto con una percentuale stimata tra il 37% e il 38% dei consensi. Il partito guidato a livello federale da Alice Weidel distanzia nettamente la SPD (ferma attorno al 35,5%), consolidando la scia di affermazioni locali ottenuta nei mesi scorsi nell’Est del Paese.
A pagare il prezzo più alto è l’Unione Cristiano-Democratica (CDU), sprofondata a un minimo storico del 5,5-6%, stritolata — come ammesso dagli stessi vertici — dalla forte contrapposizione frontale tra la socialdemocrazia e la destra radicale.
La riscossa della sinistra radicale a Berlino
Scenario opposto nella capitale federale, dove la contesa elettorale ha premiato la sinistra di Die Linke. Con un’avanzata record di oltre 12 punti percentuali rispetto alle precedenti consultazioni, la formazione progressista ha raggiunto circa il 24,5-26% delle preferenze, diventando il primo partito della città.
A Berlino, la CDU arretra al 20%, mentre AfD si attesta al terzo posto con circa il 16%, seguita dai Verdi e da una SPD fortemente ridimensionata.
La reazione di Merz: «Risultato disastroso, ma si va avanti»
L’esito delle urne ha subito provocato onde d’urto a Berlino. Il cancelliere federale e leader della CDU, Friedrich Merz, non ha usato mezzi termini per descrivere la sconfitta nel Meclemburgo, definendola «un disastro» e ammettendo la difficoltà del momento politico. Ciononostante, Merz ha escluso categoricamente l’ipotesi di dimissioni, confermando l’intenzione di proseguire il mandato per attuare il programma di riforme dell’esecutivo.
Dal canto suo, l’AfD torna a fare pressione sui conservatori per abbattere il cosiddetto brandmauer (il “cordone sanitario” che impedisce alleanze formali con l’estrema destra), con l’obiettivo di aprire trattative per future coalizioni di governo nei singoli Land.
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